Leggi razziali, Fini contro la Chiesa: "Si adeguò" La replica del Vaticano: "Reazione immediata"

Il presidente della Camera nel 70esimo anniversario delle leggi fasciste: "Pagina vergognosa della storia italiana, non si registrarono manifestazioni particolari di resistenza". Immediata la replica dei politici cattolici, Lupi (Pdl) e Farinone (Pd) smentiscono il leader di An

Roma - "L’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia delle leggi razziali. C’è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perchè, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica". Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70esimo anniversario delle leggi antiebraiche e razziste. "Rievochiamo oggi - sostiene Fini - una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti più bui nelle vicende del nostro popolo".

Contro l'antisemitismo La "coscienza dei cittadini" va tenuta "sempre vigile e desta" dalla democrazia, per contrastare "con efficacia l’antisemitismo nelle vecchie e nuove forme ideologiche che questo oggi assume" continua. "C’è - spiega il presidente della Camera - l’antisemitismo esplicito dell’estrema destra e del neonazismo. C’è quello mascherato da antisionismo dell’estremismo no global e dell’ultrasinistra. E c’è quello ammantato di pretesti pseudoreligiosi dell’islamismo radicale che assume spesso gravi forme terroristiche, come è accaduto a Mumbai". Per Fini "le Istituzioni devono impedire che di fronte a questi fenomeni si produca assuefazione nell’opinione pubblica. Oggi come settant’anni fa un’ideologia che sopprime i diritti dell’uomo e propugna l’annientamento di uno Stato e di un popolo può produrre grandi tragedie e sofferenze nella complicità silenziosa di una società distratta e indifferente".

Politici cattolici contro Fini Levata di scudi bipartisan dal mondo politico cattolico rispetto alla netta presa di posizione del presidente della Camera. Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), afferma: "Qualunque storico, anche lontano dalla Chiesa cattolica e indifferente alla sua dottrina, può illustrare centinaia di documenti che dimostrano l’agire corretto per la tutela dei diritti dell’uomo, così come l’impegno mai venuto meno e finalizzato alla difesa della persona umana e, in particolare, a quella del popolo ebraico". Per Lupi "La Chiesa ha sempre con forza contrastato le leggi razziali, cercando di aiutare gli ebrei perseguitati anche a rischio della vita di numerosi sacerdoti, suore e laici. Questi sono i fatti, lo testimoniano le pagine dalla storia. Dispiace che anche Fini, di cui ho altissima stima, si sia adeguato a luoghi comuni che si sono imposti in questi anni". Il deputato del Pd, Enrico Farinone, incalza: "Sul fatto che leggi razziali fossero un’infamia siamo d’accordo. Sul fatto che nemmeno la Chiesa si sia opposta no. Il presidente Fini dimentica figure come quelle del cardinale Schuster a Milano o di don Pappagallo a Roma. Per non parlare delle migliaia di ebrei che furono ospitati nei palazzi del curie o nei conventi e dei laici che si opposero alla barbarie. Generalizzare non serve".

Il Vaticano: "Reazione immediata" Da Radio vaticana arriva la smentita al presidente della Camera Gianfranco Fini. "Non è vero che la Chiesa italiana non si oppose alle Leggi razziali del 1938", afferma l’emittente vaticana. "Dal mondo cattolico arriva secca la smentita alle parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi a Montecitorio ha definito le leggi razziali un’infamia verso la quale neanche la Chiesa cattolica manifestò resistenza", afferma Radio vaticana, che intervista, al proposito, il professor Francesco Malgeri, docente di storia contemporanea alla Facoltà di Scienze politiche dell'Università La Sapienza di Roma, e il professor Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio e ordinario di Storia contemporanea presso la Terza Università degli Studi di Roma. "Le reazioni ci furono e furono immediate, basti pensare all'articolo sull'Osservatore Romano nel quale si denunciava un provvedimento che innanzitutto veniva a colpire il Concordato. Si parla in questo articolo di vulnus al Concordato", afferma Malgeri. "E inoltre, tutta un`altra serie di interventi e di prese di posizione che certamente non condividevano il provvedimento che era stato adottato dal governo fascista". Gli fa eco Riccardi, che pure definisce quello di Fini "un bel testo" nel complesso. "La Chiesa cattolica, a suo modo, resistette", afferma il fondatore di Sant’Egidio. "Resistette in due fasi. Resistette alle leggi razziali, questo va detto: abbiamo la dichiarazione di Pio XII sull'antisemitismo. Certo, resistette come una forza debole quale era la Chiesa in una realtà di regime autoritario. E poi, la Chiesa resistette durante l'occupazione tedesca con l'aiuto agli ebrei. Quindi, mi sembra che la Chiesa, a suo modo, resistette".

Fini conferma: "Polemiche inutili" Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, conferma le parole pronunciate questa mattina a proposito del comportamento della Chiesa nei confronti delle leggi razziali del 1938. "Non ho rilasciato alcuna dichiarazione. Ho fatto un discorso scritto preparato qualche giorno fa perchè oggi alla Camera c’è stata una cerimonia importante, la scopertura di una targa che ricorda che l’aula di Montecitorio approvò le leggi razziali 70 anni fa". "La storia oggi - ha rilevato Fini - consente una lettura intellettuale e onesta, non è un’arma contundente nella bagarre politica. Io ho espresso un convincimento e non pensavo che un convincimento così determinasse tante polemiche politiche". Il presidente della Camera ha quindi riletto il passaggio del discorso relativo al suo convincimento che anche la Chiesa si adeguò e non si oppose alla legislazione anti-ebraica del regime fascista: "Parlavo del 1938 - ha scandito Fini - non del ’42. Poi leggere dichiarazioni sulle mie parole fa parte del quotidiano politico. Io riscriverei pari pari questo concetto che ho elaborato leggendo qualche giorno fa un documento del Vaticano del 2000 dal titolo Memorie e riconciliazione: la Chiesa e gli errori del passato". La terza carica dello Stato ha spiegato che in questo documento la Chiesa si chiedeva se la persecuzione degli ebrei non fosse stata facilitata dallo spirito anti-ebraico di molti cristiani. "Di che cosa ci si scandalizza?", si è chiesto Fini. "Se poi domani leggerò sui giornali 'Fini attacca la Chiesa' e alcuni esponenti del Pd o del Pdl che mi chiederanno di abiurare, allora questo è un altro modo di confrontarsi con la storia. Io preferisco il mio modo, più rispondente alla realtà e anche più sofferto. Le polemiche sono il nostro pane quotidiano ma alcune sono fatte per il gusto di fare polemica".