L'eredità di Pavarotti: gli abiti della Bohème, tante case, troppi debiti

Il notaio consegna intribunale l'inventario dei beni dle tenore. E' il via alla battaglia tra le eredi per il patrimonio del maestro

Modena - Cento pagine passano al setaccio l'eredità lasciata da Luciano Pavarotti, morto a 72 anni lo scorso settembre. Ma lasciano aperta la domanda: riusciranno Nicoletta e le quattro figlie ad accordarsi? La morte di Big Luciano resta una ferita aperta, anche a causa del tesoro del tenore. E il braccio di ferro potrebbe trasformarsi in scontro. Nonostante la legale di Nicoletta, Anna Maria Bernini, parli di clima di grande correttezza e fair play fra le parti: «Stiamo lavorando senza contrasti», dice. «La “mission” che abbiamo ricevuto dal Maestro è di cercare un accordo, c’è disponibilità e collaborazione». Vedremo se sarà davvero così perché il patrimonio è imponente, un vero e proprio «tesoro», condito però anche da debiti in banca milionari, facilmente estinguibili, tuttavia, con un’eventuale vendita degli immobili.

L'inventario dei beni è stato depositato in tribunale, a Modena, dal notaio Giorgio Cariani, di Vignola. Comprende tutti gli immobili, in Italia e all'estero, la situazione finanziaria e le partecipazioni a società, titoli, diritti musicali, opere d'arte e preziosi. I legali sono al lavoro per la spartizione dei beni: secondo l'ultimo testamento, del 29 luglio, il 50% è da dividere fra le quattro figlie (Giuliana, Cristiana e Lorenza, avute dalla prima moglie, Adua Veroni, e Alice), il 25% per la vedova Nicoletta e l'altro 25, di quota disponibile, sempre a lei. Tutto donne coinvolte in questa storia di successo e denaro, oltre che di affetti.

A Modena c'è la metà di due fabbricati, la villa di Santa Maria di Mugnano, in Stradello Nava, con piscina, dove il Tenorissimo trascorse gli ultimi giorni di vita; il ristorante, le ex scuderie e ventimila metri di terreno agricolo, a cui si aggiungono nove appartamenti con cantine e garage. L'altra villa era da villeggiatura, sulle colline di Pesaro, non lontana dal mare, aveva pure la piscina e dieci ettari di parco. Un appartamento è nel Principato di Monaco, al quarto piano del condominio Victoria, dove Pavarotti aveva preso la residenza, con arredamenti e opere d'arte: un gioiello architettonico.

L'inventario del notaio comprende anche debiti milionari al Monte dei Paschi di Siena: quasi 11 milioni su conto corrente, un milione e 800mila euro di mutuo fondiario e 4 milioni e 600mila di mutuo edilizio. E poi partecipazioni a cinque società, quattro delle quali in liquidazione.

Alla Open Care di Milano sono depositate molte opere d'arte, mentre fra i diciotto abiti di scena risaltano la giacca nera e lunga a otto bottoni, una camicia rossa, la giacca di velluto di Cavaradossi della Tosca e il panciotto di Rodolfo della Bohème.

I tre appartamenti di New York, a Central Park, fanno parte del «trust» istituito il 29 luglio dell'anno scorso e firmato a Pesaro. Beneficiaria unica è Nicoletta Mantovani. L'inventario si ripercuoterà anche su questo testamento americano, un fascicolo di indagine risulta iscritto nel registro ex articolo 45 dei fatti non costituenti reato allo stato, ma suscettibili di eventuali sviluppi. Saranno verificati gli scambi azionari nell'ultimo periodo di vita del tenore. L'indagine deve accertare ipotesi di reato, a partire dalla circonvenzione di incapace, sulla base delle accuse che due amiche di Big Luciano avevano rivolto a Nicoletta.