Lerner difende Bocchinopoi attacca DagospiaMa chi manovra chi?

Dopo la denuncia di D'Agostino, Corsera e Lerner in soccorso del super falco finiano. L'ex militante di Lotta continua: "Voci improbabili". Ma Dago: "Gad conosce meglio di noi la giostra dei poteri marci..."

Roma - Volano i coltelli. Le rivelazioni sulle trame di Italo Bocchino, svelate nei giorni scorsi da Dagospia, scomodano addirittura Gad Lerner e il Corriere della Sera. Dietro c'è il caso Noemi e la spifferata sulla notte di Casoria. La Sarzanini parla di un accanimento contro il braccio destro del presidente della Camera. "Mi auguro che sia tutto inventato, ma pare improbabile", scrive l'ex militante di Lotta continua sul suo blog in difesa del super falco finiano. "Improbabile? - si stizziscono quelli di Dagospia - lo vedremo magari in un'aula di tribunale se si tratta di calunnia o meno".

Quelle rivelazioni su Bocchino La prima a difendere Bocchino è Fiorenza Sarzanini sulle colonne del Corsera (leggi qui). Un intero articolo per denunciare il trattamento cui sarebbero stati sottoposti il braccio destro del presidente della Camera ela moglie Gabriella Buongiorno dopo la rottura fra Fini e il Pdl. Poi si muove anche Gad (leggi il blog) accusando direttamente Roberto D'Agostino, "omaggiato dai potenti che sfotte o, talvolta, finge di sfottere". Senza occuparsi del caso Bocchino, il giornalista accusa il sito di rumor di avere informatori "interessati alla manovra", lobbysti molto vicini a Palazzo Chigi (e quindi a Gianni Letta). "Gli astuti sovversivi - conclude Lerner - pretendono di decostruire col sarcasmo il potere, alla fine ne divengono sempre un accessorio".

La replica del Dagoreport In perfetto stile cafonal quelli di Dago non si lasciano sfuggire l'occasione. D'altra parte nessuno ha - per ora - smentito le origini del fango, quando cioè Bocchino si spacciava ancora per ber­lus­coniano e già passava notizie sotto­banco a Dagospia sul caso Noemi. Forse Gad sa qualcosa di più e non ce la dice. Perché difendere Bocchino a spada tratta? Dagospia rilancia assegnando l'ultima parola al tribunale. Ma, intanto, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e ci ricorda da dove arriva "il giornalista occessiorato dai Poteri Marci a colpi di milioni" (leggi l'articolo). Perché il conduttore dell'Infedele, provenendo dalla potentissima lobby di Lotta continua, annovera editori del calibro di Agnelli, Romiti, De Benedetti, Colaninno, Tronchetti Provera e Romano Prodi. Nomi altisonanti che ci fanno pensare che forse "il purissimo e il lievissimo Gad ne sa più di noi su come funziona la ruota mediatica".

Le doti professionali di Gad Dagospia parla di "extraparlamentari settari e omertosi". Una sorta di Lc2, Lotta continua2. Gli stessi che sull'omonimo giornale "rivendicarono" l'uccisione del commissario Luigi Calabresi e che assistettero in silenzio all'ammazzamento del vicedirettore della Stampa, Carlo Casalegno. Di cui, ricorda Dagospia, "Lerner erediterà qualche anno dopo, per meriti o per grazia?, la scrivania". Attenzione, però, lo stesso Dagoreport assicura di non dubitare delle dote professionali del giornalista, neanche quando insieme ad Agnelli volò in elicottero sulle teste degli operai in sciopero per raccontarne legesta epiche oppure quando Cesare Romiti, che "l'aveva assunto profumatamente al Corriere", lo mandò in Cina con Cesare De Michelis e signora. "Forse l'ex ad della Fiat doveva scontare qualche cambialuccia (giudiziaria) con l'ex ministro socialista?".

L'ultima sfida di Dagospia Le spifferate di Bocchino ha suscitato un po' troppi nervosismi per essere bollate come semplici voci di Palazzo. E la predicozza di Lerner suona strana. "Proprio lui ci viene a parlare di accessori del potere? - si chiede Dagospia - un po' di pudore non guasterebbe". Poco importa il pudore se con la penna si può riabilitare chiunque. Per questo la redazione di D'Agostino rimanda la discussione in tribunale: "Lo vedremo se si tratta di una calunnia o meno".