Liberalizzazioni, tutti in guerra con Monti

<p>Oggi in Consiglio dei ministri il testo provvisorio sulle liberalizzazioni e sulle misure anti crisi. Benzinai, farmacisti e notai pronti alla rivolta per bloccare il decreto. Intanto ieri i<strong><a href="/interni/authority_contro_tassistiil_blocco_totale_e_illegittimomonti_va_avanti_decretro/authority-bozza-taxi-sciopero-mario_monti-liberalizzazioni/12-01-2012/articolo-id=566587-page=0-comments=1" target="_blank"> tassisti hanno bloccato le città</a>. A Roma<a href="/fotogallery/liberalizzazioni_serrata_tassisti_termini/taxi-liberalizzazioni/id=3661-foto=1-slideshow=0" target="_blank"> caos alla stazione Termini</a>. E a Napoli <a href="/video/napoli_tassisti_occupano_piazza_plebiscito/id=taxi_piazzaplebiscito" target="_blank">occupata piazza Plebiscito</a>. Le norme contenute nella <a href="/interni/liberalizzazioni_ecco_normecontenute_bozza_dl/benzina-taxi-liberalizzazioni/12-01-2012/articolo-id=566585-page=0-comments=1" target="_blank">bozza del decreto legislativo</a></strong></p>

Roma - La «bozza della discordia» agita mezza Italia, dai notai ai ne­gozianti, dai farmacisti ai tassisti, dai petrolieri ai gestori dei distri­butori di benzina. Il testo provviso­rio del pian­o di liberalizzazioni sa­rà al centro di un dibattito prelimi­nare, oggi al Consiglio dei mini­stri. Nella bozza compaiono novi­­tà interessanti, come la possibilità di pagare i debiti col Fisco in «rate crescenti», più basse all’inizio: una norma ne­cessaria in un momento in cui è in gioco la sorte di moltis­sime aziende e famiglie.

Oppu­re la possibilità di vendere i giornali in tut­te le librerie, i supermercati e i benzinai, sen­za più «limite minimo» di su­perficie del­l’esercizio. O ancora, norme anti- scalata per difendere le società italia­ne da attacchi esterni (e poco costosi, visti gli attuali prezzi di Borsa). Ma servirà ancora una settimana per il via libera, e le categorie in­teressate si pre­p­arano a mai vi­ste azioni di lob­bying . Sarà una settimana cal­da.

Il governo è aperto alle mo­difiche, e alcune norme contenu­te nella bozza cambieranno radi­calmente. Farmacie, quota 3mila La ven­dita di farmaci di fascia C (quelli prescritti dal medico, ma non a ca­­rico del servizio sanitario) potreb­be essere concessa nella parafar­macie e negli esercizi commercia­li, ma soltanto nelle Regioni in cui il numero di farmacie è inferiore al fabbisogno stimato: almeno una ogni 3mila abitanti entro il marzo 2013. Previste deroghe nei Comuni fino a 9mila abitanti. Non potranno comunque essere ven­duti medicinali particolari, ad esempio quelli che curano le tossi­codipendenze. Una formula di compromesso che scontenta tut­ti.

«Il governo si è preoccupato so­lo­di espandere il numero delle far­macie », accusano i parafarmaci­sti. Ma i farmacisti calcolano che la norma porterebbe all’apertura di 7mila nuove farmacie, il 40% in più del numero attuale: «Insoste­nibile », afferma Federfarma. Taxi, più licenze La bozza con­ferma l’aumento del numero del­­le licenze, accompagnato da «ade­guate compensazioni una tan­tum » per chi già detiene una licen­za, utilizzando gli introiti della messa all’asta delle nuove licen­ze.

Si prevede il rilascio di una nuo­va licenza part time per chi già ne ha una, «maggiore libertà nella fis­sazione delle tariffe, e maggiore flessibilità negli orari di lavoro». Mille notai in più Scompaiono le tariffe nell’esercizio delle libere professioni e sarà obbligatorio concordare col cliente un preven­tivo per la prestazione. Cancellati tutti i parametri, minimi e massi­mi, compresi quelli che determi­nano le parcelle dei notai.

E a pro­posito di notai, l’intervento del go­verno allarga la platea di mille uni­tà, portando da 500 a 1.500 il totale dei posti da coprire per concorso. Un concorso l’anno per il 2012, 2013 e 2014 dovrebbe coprire inte­ramente la nuova pianta organi­ca. L’apertura di uffici secondari potrà avvenire solo nel distretto di appartenenza. Inoltre, gli ultimi due anni di corso universitario avranno valore come tirocinio o praticantato per l’iscrizione all’al­bo, con l’esclusione dei medici.

Negozi, saldi open Scatta la de­regulation totale: autocertificazio­ni per aprire i negozi (a partire dal 30 ottobre) e saldi liberi in qualsia­si periodo dell’anno. Per la Con­fcommercio è necessario un con­fronto per «evitare errori mador­nali » che danneggerebbero il mo­dello italiano di distribuzione. Carburanti free I gestori dei di­stributori potrebbero rifornirsi li­beramente all’ingrosso da qualsi­asi produttore (anche se, all’ini­zio, nella misura del 20% del tota­le), mentre le compagnie petroli­fere dovrebbero mettere in vendi­ta un terzo degli impianti di loro proprietà.

«È un esproprio», tuo­na l’Unione petrolifera, ma anche molti gestori sono preoccupati. Luce, gas, public utilities Verrà ampliata la platea dei beneficiari delle tariffe agevolate di luce e gas. I Comuni dovranno promuovere la cessione di quote e partecipa­zioni nei servizi pubblici locali . Le concessioni per le spiagge non po­tranno superare i 4 anni. Autostrade e treni Per gli au­menti delle tariffe autostradali si introduce il «price cap» a partire dal 1 gennaio 2013. La rete ferro­viaria sarà scorporata dalle Fs. «Per i viaggiatori ci saranno rinca­ri », prevede l’ad delle Ferrovie, Mauro Moretti.