Libertà di espressione? Se critichi Travaglio ti mandano la polizia

A Carpi i giovani del Pdl, durante lo spettacolo Anestesia totale, distribuiscono dei volantini sul vicedirettore del Fatto. Immediatamente arriva la polizia e li identifica. Due pesi e due misure?

The Untouchable, guai a chi tocca Travaglio. Potrebbe essere un film, invece è tutto vero. Vuoi parlar male del Papa, di Berlusconi, di Minzolini, di Fede, dei ministri e di tutte le donne del governo? Avanti c'è posto, difficilmente qualcuno verrà a dirti qualcosa: al massimo una pacca sulla spalla. Ma se tocchi il vicedirettore del Fatto quotidiano arrivano le forze dell'ordine a sirene spiegate. I fatti: Travaglio e Isabella Ferrari stanno scorrazzando per il paese con uno spettacolo teatrale dal titolo Anestesia totale. Una pièce apocalittica in cui gli attori immaginano l'Italia dopo Berlusconi: un Paese devastato, amorale e privo di memoria. Il solito ottimismo gauchiste.

Ieri sera lo spettacolo va in scena al teatro di Carpi, in provincia di Modena, e i ragazzi della Giovane Italia (il movimento studentesco del Pdl) si mettono a volantinare all'ingresso del teatro. Niente insulti, nessuna baruffa: solo dei manifesti in cui viene ricordata la "carriera travagliata" dell'immacolato moralista, che poi tanto immacolato non è. "Ci sembra doveroso informare gli spettatori sui processi e sulle condanne subite dal giustizialista Travaglio". E poi l'elenco di tutte le condanne in sede civile del giornalista per diffamazione e per altri reati, condanne che gli sono costate risarcimenti per oltre 250.000 euro.

Apriti cielo. Il sindaco della cittadina, Enrico Campedelli, davanti ai pericolosi cospiratori interpella subito le forze dell'ordine. I poliziotti identificano i ragazzi e poi li lasciano continuare in santa pace: il reato di lesa maestà travagliesca per ora non esiste. Morale della cronaca? Travaglio può trasformare tutti in nani, ciccioni, mafiosi, puttane e nessuno lo tocca. Ma se tocchi l'amico delle procure nella migliore delle ipotesi arriva il soccorso rosso, nella peggiore la polizia. Alla faccia della libertà di espressione.