Libia, altra notte di bombardamenti su Tripoli Il regime accusa: "Tre civili morti e 150 feriti"

Francia e Gran Bretagna mettono a disposizione della Nato gli elicotteri da combattimento: per attacchi al suolo "più precisi". E l'Alleanza Atlantica scatenta l'offensiva più potente dall'inizio dell'operazione. Bombardato il quartiere di Bab al Aziziya, dove c'è il bunker di Gheddafi

Tripoli - Intensi raid aerei della Nato hanno colpito Tripoli nella notte. Le incursioni hanno avuto inizio attorno all’una di notte (la mezzanotte italiana) e sono andate avanti per oltre mezz’ora, prendendo di mira in particolare la zona di Bab al Aziziya, quartier generale di Muammar Gheddafi. Più di 15 esplosioni sono state udite in questa area. Il regime ha fatto sapere che almeno tre persone sono morte e altre 150 sono rimaste ferite. Il bombardamento è stato lanciato poche ore dopo l’annuncio di Francia e Regno Unito di aver messo a disposizione dell’Alleanza Atlantica elicotteri da combattimento, con l’intento di condurre attacchi al suolo "più precisi".

Offensiva Nato La stampa straniera presente a Tripoli ha giudicato i raid della scorsa notte come i più intensi lanciati dall’inizio delle operazioni della Nato, a fine marzo, contro il regime di Gheddafi. "Secondo le informazioni a nostra disposizione, ci sono tre morti e 150 feriti" ha detto il portavoce del governo Moussa Ibrahim ai giornalisti presenti sull’autobus che li ha portati a visitare un ospedale dopo i bombardamenti.

Le vittime Secondo Ibrahim, la Nato ha lanciato "tra 12 e 18 incursioni contro una caserma della guardia popolare", unità di volontari che appoggiano l’esercito. "La caserma era vuota, la maggioranza delle vittime sono civili che abitano nelle vicinanz" ha detto Ibrahim. All’ospedale di via Zawiyah, non lontano dalla caserma, un giornalista della France presse ha visto tre corpi stesi su delle barelle. Si tratta di tre giovani con gravi ferite alla testa. Secondo testimonianze raccolte all’ospedale, i tre giovani, due fratelli e un cugino, abitavano non lontano dalla caserma, nell’area di Bab Al-Aziziya. "Erano usciti dopo le prime incursioni per vedere cosa stava accadendo. Ma sono rimasti feriti in modo grave dai bombardamenti successivi" ha detto alla France presse un testimone che ha affermato di essere un vicino di casa. "A Tripoli, le nostre case sono vicino alle caserme. Potete immaginare la nostra paura e quella della nostra famiglia ogni volta che ci sono i bombardamenti" ha detto Fathallah Salem, un abitante di via Essoug.