Libia, salda l'alleanza tra Pdl e Lega Bersani: "Soltanto una sceneggiata"

La Camera approva la mozione di Pdl-Lega e quelle di Pd e Terzo Polo.
Bocciata quella di Di Pietro. Berlusconi: "Abbiamo dimostrato di essere
solidi, è l'opposizione che è divisa". Bossi esulta: "La Lega ha vinto, ce l'abbiamo sempre duro"

Roma - Capitolo Libia archiviato, il governo ha portato a casa il risultato: la Camera ha approvato le mozioni della maggioranza e quelle presentate da Pd e Terzo Polo. Bocciata, invece, la mozione dell'Idv, contraria all'intervento militare. L'esecutivo non ha corso rischi, visto che prima del voto la maggioranza si era ricompattata presentando una mozione condivisa dalla Lega, dal Pdl e dai Responsabili. Molto soddisfatto Berlusconi: "È stata approvata la mozione e abbiamo dimostrato ancora una volta che la maggioranza e il governo sono solidi".

Bossi: "Anche la Nato deve tenere conto del voto" Umberto Bossi non si preoccupa delle precisazioni della Nato sul termine della missione militare in Libia. "Una volta che si approva una cosa del genere -ha detto il leader della Lega e ministro delle Riforme riferendosi alla mozione di maggioranza approvata dalla Camera- tutti devono riflettere e tenerne conto". "Quanto tempo durerà la missione in Libia? È una domanda la cui risposta non dipende dalla Nato, lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per il quale "è difficile immaginare che le minacce per la popolazione civile in Libia cessino finchè il regime di Gheddafi resterà al potere".

Le votazioni  A favore della mozione Pd hanno votato 260 deputati, mentre 21 sono stati i no. Si sono invece astenuti 316 esponenti della maggioranza. Sul testo il governo si era rimesso al voto dell’Aula. A favore della mozione del Terzo Polo hanno votato 265 deputati mentre 45 sono stati i no e 291 gli astenuti. Anche su questo testo il governo si era rimesso al voto dell’Aula e la maggioranza si è astenuta. Bocciata invece la mozione dell’Italia dei valori, che aveva avuto parere contrario del governo. Solo 20 i sì e 381 i no. È stata approvata per ultima la mozione della magioranza (Lega-Pdl-Responsabili) con 309 sì, 294 no e due astenuti.

Cosa prevede la mozione della maggioranza Il testo impegna il governo "ad intraprendere immediatamente una decisa e forte azione politica sul piano internazionale finalizzata ad una soluzione, per via diplomatica, della crisi libica che ristabilisca condizioni di stabilità, pace e rispetto dei diritti umani, ponendo fine alla fase militare e ai bombardamenti; ad escludere, per il futuro, qualunque partecipazione italiana ad azioni di terra sul suolo libico; in accordo con le organizzazioni internazionali ed i Paesi alleati a fissare un termine temporale certo, da comunicare al parlamento, entro cui concludere le azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, di cui in premessa, che comunque debbono attuarsi nel pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione ed esclusivamente come strumento di difesa rispetto ad atti ostili, reali, concreti ed attuali rivolti contro i nostri velivoli ovvero contro la popolazione civile ed in condizioni di assoluta sicurezza per la popolazione civile stessa e per i nostri operatori; a non determinare ulteriori aumenti della pressione tributaria finalizzati al finanziamento della missione in questione; a dare esecuzione al piano di razionalizzazione delle missioni già in corso, da attuarsi, in accordo con le organizzazioni internazionali e i Paesi alleati, attraverso una graduale e concordata riduzione degli impegni del nostro Paese; ad intraprendere ogni iniziativa finalizzata al superamento delle criticità conseguenti alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea di cui in premessa; a confermare gli impegni internazionali dell’Italia e a dare piena attuazione alla risoluzione n. 6-00071, promuovendo il reale concorso di tutti i Paesi alleati rispetto alle ondate migratorie in essere, all’asilo dei profughi e al contrasto dell’immigrazione irregolare".

Frattini: intervento inevitabile Nel suo intervento in aula il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ricordato che l’azione della Nato ha impedito decine di migliaia di morti "riducendo forse già del 40-50 percento l’arsenale militare del regime" di Gheddafi. I testimoni libici sentiti dal governo italiano, ha riferito Frattini, hanno parlato di "dieci, forse 20mila morti" fra le fila degli insorti "certamente una carneficina". Senza l’intervento della comunità internazionale, ha proseguito il ministro, "parleremmo oggi di Bengasi, Misurata, Zintan o Tobruk come di città rase al suolo dall’aviazione del regime che invece è stata fermata appena in tempo". "Non potevamo stare a guardare" ha osservato il titolare della Farnesina. "Nessuno al mondo credo pensi più che il regime di Gheddafi possa avere un futuro - ha detto ancora Frattini - ebbene, chi abbiamo incontrato e riconosciuto come interlocutori libici sarà invece certamente parte di un futuro libico che sin d’ora aiuteremo a costruire". 

Non si può stabilire la fine delle missioni "Oggi - ha proseguito Frattini - non si può fissare una data per la fine della missione in Libia, anche perché verrei meno all'impegno che le stesse mozioni chiedono. La data esatta entro cui si concluderanno le azioni militari sarà il risultato di confronto con le organizzazioni internazionali, quindi con la Nato e gli alleati".

Bossi esulta: la Lega ce l'ha duro "La Lega ha vinto. Ce l’ha sempre duro". Così il leader del Carroccio, Umberto Bossi, nel recarsi in Aula alla Camera per votare la mozione sulla Libia, risponde ai cronisti che gli chiedono se la Lega abbia vinto il braccio di ferro nella maggioranza.

Di Pietro: guerra illegale "Quella in Libia - ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro - è un'azione di guerra illegale. Il governo si è preso i poteri da sè e alla Camera ha dato solo una comunicazione. Vite umane, soldi, tempo buttati via come sta succedendo in Afghanistan. Una mozione che dice tutto il contrario di tutto. Noi chiediamo di non partecipare alla guerra in Libia".

Casini: pagina nera relazioni internazionali "Questa è la pagina più nera nella vita parlamentare e nella storia delle relazioni internazionali italiane", ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. L’atteggiamento della maggioranza di fronte all’intervento in Libia è stato "ridicolo" e, quello che è grave, è che è stato fatto  "sulle spalle dei nostri militari. Su queste cose - ha concluso - un Paese serio non scherza".

Menia: governo prende in giro il Paese "Il governo e la maggioranza stanno prendendo in giro il parlamento ed il Paese", ha accusato Roberto Menia del Fli. "Non avete - ha spiegato - una linea di politica estera e con il vostro atteggiamento non fate altro che danneggiare il Paese, con il PdL che abdica a tutto sull’altare della Lega", che, ha aggiunto Menia, "sapevamo bene e lo abbiamo detto da tempo che è antinazionale".

Bersani: cerotti e aspirina non bastano Il segretario del Pd Bersani ha duramente criticato la maggioranza: "Abbiamo problemi grossi come una casa e qui non si riesce a parlarne". "Non si può - ha aggiunto - andare avanti così, con dei cerotti e delle aspirine la vostra crisi politica non si risolverà". Bersani è poi intervenuto sulla "dignità del parlamento". È ora, ha spiegato, "di dirlo chiaramente. Governo e maggioranza fanno così: spengono il parlamento per lunghe settimane e lo accendono solo per le loro esigenze politiche e di propaganda, e personali del presidente del Consiglio senza rapporto alcuno con i problemi del Paese", su "processi brevi, processi lunghi e processi su misura". E anche oggi, ha sottolineato, "il parlamento deve stare qui a comporre un conflitto internazionale tra Arcore e via Bellerio". E poi una bordata: "E' stata una sceneggiata vergognosa".

Reguzzoni: vogliamo sapere quando finirà Sulla missione in Libia - dice Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega - "siamo stati critici da subito e Bossi lo ha detto sin dal primo momento. Per ogni bomba che cade, ci sono disperati che arrivano sulle nostre coste. Non lo vogliamo per noi e non lo vogliamo per quei poveracci a cui non possiamo garantire posti lavoro. Ci sono i nostri ragazzi in cassa integrazione e i rimpatri sono l’unica soluzione percorribile". Dubbi sciolti dalla mozione comune della maggioranza e per questo, dice, "la Lega voterà sì". Ma, ricorda il capogruppo leghista, "andando a bombardare dobbiamo sapere che dovremo accollarci costi diretti e anche quelli indiretti della ricostruzione. Ma la Lega -sottolinea- sa che i patti con gli alleti, in primis Usa, vanno rispettati". Tuttavia, dice l’esponente leghista, occorre sapere quando finirà l’iniziativa militare: "Sappiamo quando è iniziata, abbiamo il diritto di sapere quando finirà".

Cicchitto: Pd diviso, maggioranza è aperta Per l’impegno dell’Italia in Libia "bastava il deliberato del 24 marzo" ma "è stato il Pd a dividersi al suo interno", tant’è che abbiamo poi letto "due diverse mozioni". Il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, attacca Bersani, sottolineando che in Aula si "dovrebbe riflettere e non fare un comizio, che andava bene per la piazza" e difende la "linea aperta" della maggioranza.