Libici all’esordio in Unicredit Profumo all’esame-assemblea

Fari puntati sull’assemblea degli azionisti di Unicredit che si terrà oggi a Roma. La prima assemblea di una grande banca (contemporaneamente a quella di Mps, che si tiene a Siena) nell’anno della crisi. Nonché quella d’esordio per i libici in un ruolo di comando: oggi entrano nel cda. Sul tavolo un ricco ordine del giorno: gli azionisti sono chiamati a rinnovare il cda, approvare bilancio, dividendi e il piano di remunerazione degli amministratori e dei comitati consiliari. Una riunione che si tiene in un clima completamente diverso rispetto a pochi mesi fa. Unicredit in Borsa è reduce da una performance impressionante: +175% dai minimi del 9 marzo. Ieri il titolo si è preso una pausa di riflessione chiudendo in calo del 2,9% a 1,83 euro. I timori della vigilia riguardano la durata dell’assise: sono attesi molti interventi anche di piccoli azionisti, nonché dei dipendenti-soci. Per regolamento ognuno può parlare 10 minuti, più 5 di replica: la maratona è assicurata.
Scontata la conferma ai vertici del presidente Dieter Rampl e dell’ad Alessandro Profumo. E secondo le indiscrezioni i vicepresidenti scenderanno a 4 dagli attuali 5. E tra questi ci sarà Farhat Bengdara governatore della Banca centrale libica (salita in un anno dal 2% al 4,6% nel gruppo). Il suo nome compare nella lista di 23 membri sostenuta dalle tre principali Fondazioni azioniste (CariVerona 5% del capitale, Cassa di Risparmio di Torino 3,7% e Carimonte Holding 3,1%). Bengdara prenderebbe il posto di Berardino Libonati.
Alla carica di vicepresidente sono candidati Luigi Castelletti, per Cariverona, erede della poltrona di Gianfranco Gutty. Giovanni Belluzzi sostituirebbe Franco Bellei, entrambi in quota Carimonte Holding. Quasi certa la conferma a vicepresidente di Fabrizio Palenzona, per Crt. Confermati anche gli altri membri iscritti nella prima lista mentre i restanti consiglieri saranno eletti dalla lista presentata dai fondi che conta solo due candidature. All’assemblea spetta il compito di votare gli amministratori, sarà poi il cda, in agenda domani, a nominare i quattro comitati consiliari: di corporate governance, remunerazione, controllo interno e strategico.
Oltre alle nomine l’assemblea è chiamata ad approvare il bilancio 2008, anno difficile che si è chiuso con un utile netto a 4 miliardi in calo del 38,3%. Conti dai quali emerge anche l’azzeramento ai bonus per gli ad e i componenti del management committee. Un tema, quello delle remunerazioni straordinarie, che si riproporrà anche con la votazione alla proposta di una nuova politica di bonus legata al principio di sostenibilità nel tempo dei risultati. Insieme al via libera del bilancio gli azionisti saranno chiamati ad approvare il dividendo in azioni: 13 nuovi titoli ordinari a fronte di 36 già posseduti; una nuova azione di risparmio ogni 5 possedute più 2,5 centesimi.