Libri di testo ai figli, 500 euro a famiglia

Secondo un’indagine di<em>
Altroconsumo</em> il 46% delle scuole
sfora i limiti ministeriali. I prezzi di
copertina aumentati del 18%. <a href="/a.pic1?ID=285315" target="_blank"><strong>La nuova edizione del volume? Ha solo i caratteri più grossi</strong></a><br />

Comincia il conto alla rovescia per l’apertura delle scuole e il caro-libri diventa motivo di aspra polemica. Le cifre si alternano come su un’altalena e il rimpallo di responsabilità diventa lo sport di fine agosto.
Ma tra una dichiarazione e una replica, l’unica cosa certa è la cifra: circa 500 euro. A tanto ammonta il costo della dotazione libraria per far studiare il proprio figlio nel nuovo anno scolastico: 14 milioni in più rispetto al 2007. Certo, le famiglie non vorrebbero cambiare ogni anno ai figli testi tutt’altro che obsoleti. E anche Giulio Tremonti, che interviene sulla questione legata al caro-libri denuncia: «I testi cambiano con una frequenza forsennata, ma le scuole non sono dottorati di ricerca dove si è sempre sulla frontiera del cambiamento - spiega il ministro dell’Economia -. Il cambio annuale è contrario all’interesse delle famiglie ed è una pratica ingiustificata che disabitua gli studenti a trattare i libri con cura, a considerarli di valore e dunque degni di attenzione».
L'accusa è mirata ma il volere dei dirigenti scolastici e dei professori sulla scelta dei testi non si può discutere. L'unico paletto è il tetto di spesa complessivo per i libri di testo che il ministro Gelmini ha fissato quest’anno anche per le superiori, ma poi ogni istituto decide in autonomia cosa scegliere per i propri studenti. Così, secondo Altroconsumo, il 46% delle scuole sforano i limiti (una dato non condiviso dal ministro). Intanto i prezzi di copertina lievitano sempre più: dal 2006 la spesa per i libri delle superiori è cresciuta fino al 18%. Le associazioni dei consumatori hanno denunciato a più riprese l’aumento ingiustificato dei costi. E l’Antitrust ha deciso di vederci più chiaro avviando un monitoraggio sui prezzi con l’aiuto della Guardia di finanza che da martedì effettuerà verifiche a campione nelle librerie di otto città italiane. L'obiettivo è verificare il rispetto dei accordi raggiunti in primavera, che prevedevano un contenimento dei prezzi di copertina. L’iniziativa è stata accolta con favore dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ma violentemente contestata dall’Aie, l’associazione Italiana editori. «Siamo sorpresi negativamente dall’iniziativa dopo tutti gli impegni presi con l’Antitrust e con il Miur - ha sbottato il presidente Federico Motta - siamo colpiti da questi comportamenti che sottendono una malafede di fondo da parte della nostra categoria». In pratica gli editori sostengono che gli impegni presi valgono solo per il 2009-2010, perché i libri per quest’anno erano già stampati con prezzo fissato. «Che senso può avere fare controlli adesso - si domanda Motta -? L’Antitrust sta buttando via i soldi dei contribuenti». L’Aie a fine agosto si ripromette di documentare che i rincari di quest’anno non superano l’inflazione.
Il ministro Gelmini, dal canto suo, ha già bacchettato le scuole indisciplinate. Tantissime. Come il liceo romano dove sono richiesti addirittura due testi di religione. E che dire di quella scuola a Palermo che richiede ben 23 libri per un totale di 497 euro? Per fortuna ci sono esempi virtuosi. A Milano, solo 13 i libri in elenco per il liceo scientifico Leonardo da Vinci, al costo di 248 euro: 57 in meno del tetto ministeriale di 305. Dodici libri per 257 euro, invece, al classico Lucrezio Caro a Roma. Insomma, nonostante i rincari, si può risparmiare. Spetta agli insegnanti fare scelte consapevoli. E ai direttori regionali vigilare sul loro operato. Cosa che a volte non avviene.