Avanzi di Natale: quanto a lungo si possono consumare?

Gli avanzi del cenone della Vigilia e del pranzo di Natale possono essere consumati anche oltre le festività: la durata dipende dal tipo di cibo e dal modo in cui viene conservato

Ogni anno, con l'arrivo delle festività invernali, si presenta la questione del riutilizzo del cibo avanzato dal cenone della Vigilia e dal pranzo di Natale. Tavolate enormi, ricche di ogni genere alimentare: dagli antipasti ai primi, dai secondi ai dolci. Ma il dubbio che assale molti riguarda la conservazione, e la conseguente durata, di questi cibi. Si possono conservare? Come e per quanto tempo? Per poter rispondere alle seguenti domande bisogna tenere presente la tipologia di cibo, per poterlo preservare il più a lungo possibile. Ad esempio, se il pesce o anche altri alimenti freschi sono stati lasciati fuori dal frigorifero per più di due ore, vanno consumati nell'immediato.

Non è consigliato rimetterli nel frigo: se non vengono consumati, è meglio gettarli. Per la carne il discorso è leggermente diverso. Il prosciutto intero con l'osso può durare fino a due settimane, ma deve essere tolto dall'involucro di plastica, avvolto in un panno e poi immerso nell'aceto e pulito spesso. La tempistica non è ovviamente l'unica variabile a cui prestare attenzione per garantire la longevità degli avanzi di Natale. Parlando sempre della carne, la regola generale è quella di conservarla in frigorifero, a una temperatura che impedisca la proliferazione di batteri nocivi.

La fascia di temperatura a rischio batteri oscilla tra i cinque e i sessanta gradi centigradi. Per quanto concerne il pollo, da crudo non deve essere prima lavato. Si dovrebbe inoltre cucinare interamente e mantenuto a una temperatura minima di sessanta gradi fino a quando non è del tutto cotto e pronto per essere servito. Il pollo può essere inserito in frigorifero solo quando non vi sono più vapori dovuti al calore e, dopodiché, dovrà essere mangiato entro 48 ore. In ogni caso, gli avanzi di Natale devono essere riscaldati fino a renderli bollenti, così da ridurre la presenza di agenti pericolosi.