Il disordine ci rende intelligenti

Il disordine è il tratto distintivo delle persone creative e più intelligenti. A dimostrarlo è una ricerca dell’Università del Minnesota che dimostra quanto un ambiente caotico sia fonte di ispirazione

Il disordine è sinonimo di intelligenza. E’ uno dei tratti distintivi delle persone creative e produttive.

A confermare questa sorprendente tesi è uno studio psicologico condotto dall’Università del Minnesota. Esso mette in evidenza le conseguenze del lavoro svolto in uno spazio in cui regna il caos e il disordine.

Il team di ricercatori ha analizzato un campione di persone divise in due gruppi: ordinati e disordinati. Ad entrambi i gruppi di volontari è stato chiesto di trovare nuovi utilizzi per delle semplici palline di ping pong. Ne è emerso che le persone disordinate sono quelle che hanno elaborato soluzioni nuove e innovative. Sono risultate fantasiose e altamente creative.

La ricerca dell’Università del Minnesota ha dimostrato quanto gli ambienti disordinati siano quelli più stimolanti e fonte di ispirazione per gli artisti e i creativi. Questo avviene perché per dare sfogo alla propria fantasia e immaginazione bisogna allontanarsi dalle regole e dal rigore. Nel caos e nel disordine la mente è più libera di creare. In un ambiente libero è possibile sentirsi spontanei, naturali e positivi.

Ecco i principali benefici del disordine secondo la scienza:

- Maggiore spirito di adattamento: chi è disordinato è in grado di adattarsi con più facilità a qualsiasi situazione o imprevisto. I disordinati, infatti, hanno più capacità di problem solving degli ordinati. Elaborano soluzioni concrete e innovative a qualsiasi tipo di problematica;

- Più coraggio e spontaneità: i disordinati sono più avventurosi. Tendono a mettersi in gioco e affrontano la propria esistenza e le novità con una marcia in più ;

- Fonte di ispirazione inedita: in un ambiente caotico l’immaginazione e la fantasia si riaccendono. Le persone disordinate sono quelle più fantasiose, interessanti e originali;

- Rende più produttivi: uno studio piscologico ha dimostrato che gli ordinati tendono ad archiviare con frettolosità i documenti senza controllare l’effettivo contenuto pur di mantenere ordinata la propria scrivania. I disordinati, invece, lasciano nei propri spazi di lavoro gli oggetti e i documenti più impensabili. Fanno fatica a sbarazzarsi di essi perché sono più scrupolosi. Danno la giusta importanza a tutto e ciò li rende più produttivi e meno superficiali quando si occupano di un compito preciso.