Liguria, boom di matrimoni falliti

(...) ogni 4 ore un matrimonio fallisce. Considerando le cifre relative agli altri Paesi europei va segnalato un dato: il tempo che intercorre tra il «sì» e l’addio è sensibilmente più lungo in Italia, e arriva in media a circa 15 anni, diversamente da quanto accade, per esempio, in Germania, in Danimarca o in Austria. Secondo i ricercatori Eures la durata maggiore del matrimonio in Italia potrebbe essere legata anche alla nostra rigida legislazione che stabilisce un periodo di separazione di 3 anni prima della richiesta di divorzio.
Nonostante le difficoltà, in Liguria ci si dice addio. E molto. Anche l’indice di nuzialità è sceso: dal 1995 quando si celebrarono 4,6 matrimoni ogni mille abitanti, nel 2005 il quoziente è sceso a 4. L’analisi dell’Eures che considera l’evoluzione del fenomeno negli ultimi trent’anni, prosegue con le cifre riguardanti i matrimoni celebrati con rito religioso oppure civile: in generale se nel 1975 il 91,6 sceglieva il rito religioso tale valore scendeva all’80 per cento nel 1995 e nel 2005 si è attestato al 32,4 per cento. In Liguria, tra il 2000 e il 2005, il 56,7 per cento dei matrimoni è stato celebrato in chiesa, contro il 43,3 per cento di matrimoni con rito civile. Interessante anche il dato sui secondi matrimoni, in crescita ovunque, visto che i primi spesso non hanno successo.
«Sono molti - spiegano i ricercatori Eures - gli individui che, chiusa una prima esperienza coniugale, individuano in una nuova relazione matrimoniale il contesto più idoneo a realizzare le proprie aspettative affettive, realazionali e sociali». Insomma, il secondo matrimonio è favorito anche da una crescente accettazione sociale, visto che il principio dell’indissolubilità delle nozze religiose non è più considerato un vincolo da un’ampia quota della popolazione, sebbene il primo matrimonio conservi implicazioni di natura affettiva, sentimentale e patrimoniale di cui va tenuto conto e che perdurano nel tempo specie in presenza di figli. Un tempo i secondi matrimoni erano soprattutto scelti da vedovi e vedove, Fenomeno in deciso calo: nel 2005 le seconde nozze contratte da chi ha visto morire il coniuge sono decisamente una minoranza. Non basta. In generale le donne appaiono meno propense rispetto agli uomini a contrarre un secondo matrimonio.
Non sono pochi, poi, i liguri che contraggono un matrimonio misto: nel 2003 in Liguria ne sono stati celebrati 870, pari al 13,9 per cento del totale, una percentuale ben più alta della media nazionale (pari al 10,5 per cento) e decisamente superiore rispetto a tutte le regioni del Sud Italia. In Puglia, nonostante 50 mila stranieri residenti, la percentuale di matrimoni misti è solo del 2,7 per cento.
Infine, sebbene ci si separi molto, in Liguria, lo si fa abbastanza... d’amore e d’accordo. Infatti a differenza di altre regioni le percentuali dei divorzi consensuali arrivano a superare l’86 per cento, contro quello che accade in altre regioni ben più litigiose, come il Piemonte, la valle d’Aosta o la stessa Lombardia.