In Liguria meno burocrazia per costruire

La Regione Liguria, nell'ambito della seduta di Consiglio del 3 novembre ha approvato la legge sul Piano Casa. Nel Nord Italia solo Liguria e Friuli Venezia Giulia non avevano ancora approvato il Piano Casa, le cui linee guida erano state emanate dal Governo nell'ambito della manovra finanziaria del 2009, al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana. La Liguria, in effetti aveva già varato la bozza della Legge nello scorso luglio. Da tale momento, dopo aver sentito le varie rappresentanti di categoria, che in linea di massima chiedevano una maggiore flessibilità agli ampliamenti delle costruzioni, estese non solo agli edifici ad uso abitativo, ma anche agli edifici industriali, artigianali ed agricoli, il tutto, finalizzato ad un vero rilancio dell'edilizia. La maggioranza non è riuscita a seguire questa strada per la ferma opposizione di ambientalisti, movimenti d'opinione e verdi. La giunta pertanto non ha voluto imporsi sulle proposte formulate ed ha pertanto approvato la legge, pressoché invariata rispetto alla bozza iniziale.
Le principali caratteristiche che sono indicate nella Legge sono le seguenti:
La legge avrà una validità temporale e resterà operativa 24 mesi dall'entrata in vigore; questo è dunque il tempo a disposizione entro il quale i proprietari di immobili possono presentare le pratiche per dare inizio ai lavori di ampliamento, o di demolizione e ricostruzione.
Il Piano casa non riguarda tutti gli immobili, ma solo gli edifici ad uso abitativo, quelli destinati ad uso socio-assistenziale e socio-educativo, la cui volumetria esistenti al 30 giugno 2009 comprovata da dichiarazioni tecniche di fine lavori, sia non superiore a 1.000 metri cubi. Pertanto alla luce di tale norma sembrano esclusi i fabbricati in corso di costruzione o comunque quelli di recente costruzione che non sia ancora avvenuta la fine lavori.
Il fulcro del Piano Casa, prevede pertanto la possibilità ad ampliare gli edifici esistenti, proporzionalmente alla volumetria esistente. In particolare le costruzioni fino a 200 metri cubi, e pertanto piccoli manufatti, è consentito un ampliamento una tantum di 60 metri cubi. Se il fabbricato ha una volumetria compresa tra i 200 e i 500 metri cubi, è possibile effettuare un incremento volumetrico del 20% (oltre, sembra sottinteso ai 60 mc. previsti per i primi 200 mc. di volume). Infine se l'edificio è di elevate dimensioni con volumetria compresa tra 500 e 1.000 metri cubi l'incremento massimo ammissibile su tale volumetria é del 10% (oltre, sembra sottinteso ai 60 mc. previsti per i primi 200 mc. di volume, ed ai 60 mc. ammissibili nella fascia tra i 200 ed i 500 mc., questi ultimi corrispondenti al 20% dei 300 mc.).
Inoltre la legge prevede altresì ulteriori bonus aggiuntivi, qualora l'intervento di ampliamento viene effettuato nel rispetto delle norme antisismiche (sebbene sembra improprio, in quanto la quasi totalità del territorio della Regione Liguria é sottoposta all'obbligo del rispetto di detta normativa), oppure preveda la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e l'utilizzo di materiali locali tradizionali (l'ardesia, ad esempio).
È bene precisare che gli ampliamenti sono consentiti anche in deroga alle norme dei regolamenti edilizi, fermo restando l'osservanza delle distanze tra fabbricati e quelle prescritte dal codice civile.
Il Piano Casa della Regione Liguria esclude la possibilità ad ampliare i fabbricati che siano abusivi nonchè quelli che hanno formato oggetto di condono edilizio. Risultano altresì esclusi quelli ricadenti in aree soggetto a regime di inedificabilità assoluta (Piani di bacino, aree di frana, ecc.), quelli che occupano aree demaniali marittime concesse per finalità turistico-ricreative, quelli vincolati come beni culturali e quelli che ricadono nei Parchi delle Cinque Terre, di Portofino, di Portovenere e di Montemarcello-Magra, e le zone costiere sottoposte a vincolo paesistico.
Circa invece le abitazioni che rientrano nei centri storici, in linea di massima anche loro risultano escluse dall'applicazione della legge, fatta vertenza che la normativa lascia la possibilità ai Comuni la facoltà di decidere eventuali deroghe motivate, circoscritte a singoli fabbricati o porzioni di aree.
Oltre agli ampliamenti, il Piano Casa consente la possibilità di demolire e ricostruire con ampliamento gli edifici residenziali esistenti esposti a gravi rischi idrogeologici, purché l'intervento apporti migliorie sotto il profilo architettonico, della sicurezza e del risparmio energetico. L'incremento di volume non potrà superare il 35%. Lo stabile dovrà essere ricostruito nelle stessa area in cui si trovava originariamente.