Livorno, bebè a coppia gay Affittato l'utero negli Usa la madre non ha più diritti

Valter e Mario sono andati in California per avere un figlio. A prestare l'utero una trentenne messicana. Il bebè si chiama David. Mario accusa l'Italia: "Contro i gay troppa violenza"

Livorno - Valter, 46 anni, e Mario, 50 vivono in provincia di Livorno, ma sono dovuti andare a Barcellona per sposarsi. E fino in California per avere un bimbo, David, come il medico che l'ha fatto nascere. Il piccolo, nato il 10 agosto scorso, è stato 9 mesi nel grembo di una trentenne messicana che vive a San Diego.

Il concepimento del bebè La donna, già madre di tre figli, ha prestato il suo utero, mentre il seme di Valter, padre di David per la legge italiana. In sala parto Valter e Mario sono entrati insieme e entrambi hanno tagliato il cordone ombelicale. Da quel momento la madre non ha avuto più nessun diritto sul piccolo. Le hanno consentito di tenerlo in braccio subito dopo il parto ma non di "attaccarlo al seno": ad allattarlo con il biberon sono i due uomini, alle prese con pannolini e sveglie notturne.  

I due lavorano nel sociale La coppia vive insieme da 24 anni e entrambi lavorano nel sociale.  Mario è nel direttivo di "Famiglie arcobaleno", l’associazione che aiuta le famiglie omosessuali che hanno avuto figli da precedenti unioni o nati tramite fecondazione artificiale, mentre Valter è stato anche assessore comunale. Non hanno mai avuto problemi di omofobia, dicono in un'intervista al Tirreno, "ma non c’è solo quella delle botte - spiega Mario - c’è anche la negazione dei diritti. Io sono dovuto andare in Spagna per sposare mio marito, in America per far nascere mio figlio. Questa non è violenza? Eppure in Italia ci sono 100 mila bambini di coppie gay, 3 mila famiglie arcobaleno".