L'Msi lancia le "Ronde nere"

A Milano l’Msi vara la "Guardia nazionale italiana". Si definiscono una "onlus di protezione civile apolitica" ma sul braccio portano la fascia
con la "Stella solare" simbolo del futuro "Partito nazionalista
italiano"

Milano - Dovremmo sentirci tutti più sicuri e tranquilli: eppure, più si diffonde e più si concretizza questa idea delle ronde e più si avverte nell’aria una sinistra inquietudine. C’è in giro un sacco di gente che sta prendendo la faccenda tremendamente sul serio. Si arruolano, si mettono la divisa, non vedono l’ora di scendere in strada a rimettere un po’ di cose a posto. Delle ronde padane tutti sappiamo già quasi tutto. Ora, con tanto di presentazione ufficiale, un secondo esercito del bene annuncia all’Italia d’essere pronto all’azione: non appena il disegno di legge sulla sicurezza entrerà in vigore, potremo contare pure sui volontari della Guardia Nazionale Italiana, subito noti nell’ambiente come ronde nere.

Non è nemmeno il caso di dirlo: anche questi si presentano con l’aureola. Dicono che pattuglieranno le zone più a rischio delle nostre città armati solo di torcia e telefonini, che la loro funzione sarà di pura segnalazione alle forze dell’ordine. «Siamo una Onlus inquadrata come Protezione civile - spiega Giuseppe Giganti, coordinatore nazionale -: tutti possono accedere, anche chi è di sinistra, perché la politica non c’entra». Risulta ci sia la coda per l’arruolamento. Le guardie effettive sono già 2.100 in tutta Italia. A istruirle e a comandarle sarà invece un colonnello dei carabinieri in riserva: Augusto Calzetta, 67 anni, carriera fra Genova e la Versilia, noto per l’arresto di Ovidio Bompressi e per le indagini sul sequestro dell’Achille Lauro. Un anno fa è stato arrestato dagli ex colleghi perché sospettato di essere coinvolto in una storia di lucro sulle cremazioni, ma l’interessato precisa indignato che «sono solo frottole». Ai suoi ordini, il trenta per cento dei volontari risulta composto da ex agenti o ex militari ora in pensione (domanda: ma mettersi tranquilli a pescare tinche o alla bocciofila, proprio non se ne parla?).

Inutile specificare che anche la Guardia Nazionale Italiana giura sulla natura altamente ideale della propria missione. Presentandosi a Milano durante il congresso del Movimento sociale italiano, che assicura supporto logistico e risorse economiche, le ronde nere garantiscono di non coltivare alcun pregiudizio razziale, «che sia un italiano o un extracomunitario a creare problemi non fa differenza».
Per evitare di sentirci improvvisamente a carnevale, incontrandoli all’angolo della strada, conviene imparare subito la divisa: camicia cachi, pantaloni grigi, basco con aquila imperiale romana, fascia nera al braccio con impressa la «ruota solare». Che cos’è la ruota solare? Bisogna imparare presto anche questo: non è il simbolo del circolino astronomico di Qui, Quo, Qua, è l’emblema del nascente Partito nazionalista italiano. Cioè a dire che nonostante tutte le assicurazioni, nonostante l’atmosfera disneyana degli annunci, la Guardia Nazionale è una dichiarata ed evidentissima emanazione di una formazione politica.

Vogliamo dirlo? La strisciante sensazione di inquietudine che il pianeta ronde sta sollevando non è ingiustificata. Non è una paranoia di noi anime belle, che mai scenderemmo in strada imbracciando una torcia elettrica contro nessuno, tanto meno una pistola o un fucile. Sull’idea nobilissima che i cittadini diventino più partecipi del vivere comune, anche della tranquillità e della sicurezza nei quartieri, non c’è proprio niente da scandalizzarsi. Questo giornale difatti non si è scandalizzato. Da sempre, anche senza divisa, chi avverte carabinieri o polizia della presenza di loschi figuri, o di strani giri, o di pericolose situazioni, è un cittadino stimabile. Ma stiamo parlando di altro. Stiamo parlando di pura e semplice responsabilità civica. Se poi i City Angels, o le crocerossine, o i boy-scout, allargano il raggio d’azione e si impegnano anche nella difesa dell’anziano che va a ritirare la pensione, o dei bambini che escono dalle scuole, ancora meglio.
Diversa però, diversissima, questa nuova febbre della ronda. Questa corsa all’arruolamento ardimentoso. Stiamo procedendo a passi spediti verso la sicurezza - pure quella - partitocratica, suddivisa per colore e per corrente, parcellizzata con una sorta di manuale Cencelli. Ciascuno si fa la sua, secondo ispirazioni ideologiche e aspirazioni dominanti. Con un inevitabile effetto collaterale: sta prendendo sempre più piede l’equivoco personale, il malinteso senso della pace sociale, così che c’è un sacco di gente entusiasta all’idea di scendere in strada per regolare il mondo a modo suo.

Che il Partito Nazionalista Italiano, prima ancora di nascere, o subito dopo, sia già pronto all’alzabandiera con uno schieramento di 2.100 volontari non può consolare nessuno. Se questo nuovo esercito si sente in dovere di farlo per noi, per proteggerci dalle insidie del vivere d'oggi, può risparmiarsi l’ardore. Non stiamo giocando a guardie e ladri. Non si avverte il bisogno di intasare i marciapiedi con giovani euforici e vecchi nostalgici. Agli italiani non mancano le alternative: abbiamo i carabinieri, la polizia, la Guardia forestale, la Finanza, i Vigili urbani, la Protezione civile, i Vigili del fuoco, abbiamo pure i City angels e i Boy scout. Abbiamo parecchi individui di cui ci fidiamo ciecamente, salvo inevitabili eccezioni. Con le ronde nere abbiamo già dato, tanti e tanti anni fa: i nostri padri non ne conservano ricordi dolcissimi. A parte qualcuno, che stava nelle ronde e si divertiva moltissimo.