L'Ocse: "Ridurre le tasse, avanti con le liberalizzazioni"

Bruxelles - Ridurre il cuneo fiscale, attuare in pieno i programmi di liberalizzazioni, rafforzare le autorità antitrust, migliorare la qualità e l'efficienza dell'istruzione universitaria, migliorare la corporate governance, favorire il decentramento delle trattative salariali e accelerare le privatizzazioni. Diverse le priorità che l'Ocse indica per l'Italia nello studio "Obiettivo crescita 2007", pubblicato oggi. Nella Penisola, annota l'organizzazione, la debole crescita della produttività è il fattore che maggiormente ha contribuito ad ampliare il divario con il Pil pro capite degli Usa e di altri Paesi avanzati. Pesa tuttavia anche il tasso di occupazione che in Italia resta uno dei più bassi tra i Paesi industrializzati, con un divario particolarmente amplio rispetto agli altri Paesi per le donne e gli over 55.

Competitività Per ridurre le barriere alla competitività, l'Ocse raccomanda di accelerare il programma di disinvestimenti pubblici, di sostituire la golden share e rafforzare ulteriormente le autorità di regolamentazione e per la concorrenza. Preso positivamente atto del decreto sulle liberalizzazioni del giugno 2006, l'organizzazione sottolinea che le riforme Bersani, come pure le riforme sui servizi locali e sulle industrie di rete "vanno realizzate in pieno2. Vanno inoltre aboliti i vincoli che impediscono alle autorità antitrust di intervenire nei confronti dei poteri anticoncorrenziali degli ordini professionali.

Cuneo fiscale Per ridurre l'ampio cuneo fiscale che pesa sui redditi da lavoro scoraggiando l'occupazione, l'Ocse, che riconosce le misure di taglio delle imposte già prese e quelle previste dalla finanziaria 2007, raccomanda di diminuire le elevate aliquote fiscali e i contributi previdenziali, in particolare sui redditi medio-bassi, finanziando il tutto con il rafforzamento dell'adempimento fiscale, cioè con la lotta all'evasione e ponendo fine ai condoni.

Istruzione Sul fronte dell'istruzione, l'Ocse stigmatizza che a livello post-secondario i diplomati sono relativamente pochi e il livello degli abbandoni elevato, nonostante l'elevata spesa per studente. Inoltre - afferma lo studio - uno scarso livello dell'insegnamento universitario e della qualità della ricerca ostacolano l'innovazione. Non è stata presa nessuna iniziativa in questo campo, sottolinea l'organizzazione, raccomandando di collegare la carriera dei docenti alla performance, di introdurre prestiti agli studenti e di decentrare finanziamento e gestione delle università.

Mercato finanziario Tra le altre priorità, lo studio individua la necessità di correggere le falle nella struttura di corporate governance, tramite la piena attuazione della riforma sulla supervisione del mercato finanziario del 2006, come pure della legge fallimentare del 2005. Infine l'Ocse punta i riflettori sulla necessità di rafforzare l'utilizzo della forza lavoro, promuovendo la decentralizzazione delle trattative salariali, in particolare per prendere in conto le differenze regionali di produttività e di costo della vita.