Lodo Alfano, il Pdl: "Trovata l'intesa". No di Fli I finiani alzano il tiro sullo scudo, ma sono divisi

Giornata convulsa nel gruppo dei finiani sullo scudo per le alte cariche. Briguglio e Granata chiudono: "Serve solo al premier, voteremo no". Poi un vertice e la nuova linea: "Diremo sì se non sarà riutilizzabile". In serata riunione per l'emendamento. Cicchitto: "Trovata l'intesa". La smentita di Fli

Roma - I finiani propongono la chiave per dare il voto al lodo Alfano. Togliere la reiterabilità del provvedimento. Cicchitto annuncia l'intesa già raggiunta. Ma da Fli lo gelano: "Noi non ne sappiamo nulla. Per ora è solo un auspicio". E il presidente dei senatori Pdl costretto a smentire in fretta e furia con una nota ufficiale e a riaprire il tavolo della trattiva con la nuova "costola" del centrodestra.

Sì senza reiterabilità "Il lodo Alfano costituzionale senza il discorso della reiterabilità siamo pronti a votarlo". Lo assicura il deputato di Fli, Nino Lo Presti, al termine di un pranzo nell’ufficio di Italo Bocchino con molti parlamentari di Fli. "Senza la norma che renderebbe lo scudo utilizzabile più volte, siamo pronti a votarlo" aggiunge Lo Presti. E' un tentativo di chiarezza all'interno della compagine finiana dopo che in mattinata erano arrivate le chiusure dei falci Granata e Briguglio.

L'emendamento di Fli "Stasera ci sarà un incontro con la presidente Bongiorno a cui parteciperà anche il capogruppo al Senato Viespoli per definire il nostro emendamento sulla reiterabilità dello scudo, penso che domani mattina lo presenteremo". Lo annuncia il senatore finiano Maurizio Saia. La lettera di Napolitano, aggiunge Saia, "ha dato modo di aprire un dibattito e creare un clima diverso" ma, pur nell’avvicinamento delle posizioni tra Pdl e Fli, il senatore esclude che si possa giungere a un emendamento comune.

Cicchitto e l'intesa Sul lodo Alfano è stato "trovato un accordo" che "credo verrà sostenuto anche alla Camera. Da questo punto di vista c’è stato un consolidamento della maggioranza". Lo ha detto il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, interpellato dai giornalisti a Montecitorio sullo scudo processuale per il presidente del Consiglio e il capo dello Stato all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato.

Lo stop dei finiani Un accordo di maggioranza al Senato sul lodo Alfano? "Per il momento quello di Cicchitto è un auspicio". Così il presidente dei senatori di Fli Viespoli.  "Cicchitto afferma che è stato trovato un accordo di maggioranza al Senato sul lodo Alfano? Chiedetelo a lui, io non ne sono a conoscenza. Confermo che domani ci sarà una riunione Fli con Giulia Bongiorno e poi presenteremo il nostro emendamento" commenta Maurizio Saia, l’unico esponente Fli in Commissione Affari costituzionali al Senato.

Cicchitto corregge la rotta "Auspichiamo che al Senato si raggiunga un accordo soddisfacente sul lodo che come tale rafforzerebbe la maggioranza e verrebbe certamente sostenuto anche alla Camera". Lo precisa in una nota il presidente dei deputati del Pdl Cicchitto che, davanti alle telecamere, aveva parlato di "intesa raggiunta" con Futuro e Libertà.

Vizzini ottimista "Non so a che punto sia concretamente la trattativa tra Pdl e finiani ma so che il ministro della Giustizia ha detto ieri che pensa ragionevolmente che non è sui temi della giustizia che ci possa essere una rottura". Il presidente della commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini, relatore sul lodo Alfano, lavora per la mediazione e sottolinea che da un superamento dei contrasti "può dipendere un governo più coeso e per questo bisogna impegnarsi. Per quanto mi riguarda - prosegue Vizzini - ritengo che sul tema della reiterabilità ci siano dei margini per potere dare una risposta alle esigenze senza contravvenire a quello che è anche il rigore delle garanzie, che non possono essere collegate soltanto a un tempo. Ci vuole buona volontà e c’è - sostiene il presidente dela prima commissione - tutto il tempo per presentare gli emendamenti e ancora la prossima settimana quando andremo in commissione ove ci fossero ulteriori modifiche c’è sempre la possibilità di intervenire con i subemendamenti".

Lo stop di Briguglio "Il lodo Alfano è orma il luogo simbolico dell’impunità perché troppo legato a una fattispecie concreta che sono i processi di Berlusconi. Per questo Fli non deve votarlo. Per me il contesto della discussione è ormai cambiato e in questi giorni si è registrata una evoluzione di giudizi in questo senso anche nell’opinione pubblica più garantista e nella stessa base elettorale del centrodestra. Questa è la mia opinione e la esprimo liberamente e alla luce del sole. Mi adeguerò col massimo della solidarietà e senso di responsabilità a quanto deciderà, anche a maggioranza, il gruppo dirigente intorno a Fini, qualunque dovesse essere la valutazione finale, ma la mia opinione è che Futuro e Libertà deve lasciare la responsabilità dell’approvazione del Lodo a Pdl e Lega" spiegava in mattinata Carmelo Briguglio. "Sono anche convinto - aggiungeva - che in caso di referendum confermativo, prima di esprimere una posizione definitiva è necessario promuovere un’ampia consultazione della nostra base la cui tendenza non è comunque difficile prevedere".

Granata pronostica la crisi "Non può essere un provvedimento ad personam e non può essere un provvedimento che assicura un’assoluta intangibilità". Così ai microfoni di CNRmedia Fabio Granata, deputato di Fli, sul lodo Alfano: "Si tratta di una sospensione dei procedimenti senza interrompere le indagini. Ci muoviamo su questa linea di equilibrio, anche consapevoli di una grande contrarietà della nostra base rispetto al provvedimento. Ci apprestiamo a far nascere un movimento che ha nel dibattito con la nostra base un punto di forza, a differenza di altri partiti dove non si discute su nulla". Nelle prossime ore i finiani spingeranno per far passare l’emendamento sulla non reiterabilità del lodo: "Per noi è una condizione assoluta. Si tratta di un argomento dirimente e sensibile, così come è sensibile la riforma della giustizia, che fin quando sarà declinata in chiave di diminuzione dell’indipendenza della magistratura, o peggio, di sottomissione della stessa ai poteri dell’esecutivo, non avrà mai il nostro consenso. Su questo tema bisogna che ci sia senso di responsabilità da parte di tutti, perché - avverte Granata - c’è il serio e concreto rischio della crisi di governo".