Londra, ecco la tassa sulla strada percorsa

Una scatola nera su ogni auto per stabilire la quota annua da pagare. Ma gli ambientalisti insorgono: «Meglio potenziare i mezzi pubblici»

Erica Orsini

da Londra

«Paghi quanto viaggi». È questa la nuova formula che il governo britannico sarebbe intenzionato a introdurre nei prossimi dieci-quindici anni per evitare i mega ingorghi stradali che affliggono le grandi città. Ogni automobilista potrebbe quindi dover pagare una tassa sulle miglia percorse in sostituzione dei pedaggi stradali e le imposte sul carburante. A dare l’annuncio è stato ieri il segretario ai Trasporti Alistair Darling che ha definito questa misura praticamente inevitabile per risolvere almeno in parte i problemi di un traffico nazionale già particolarmente pesante. In Gran Bretagna molti circuiti stradali risultano impraticabili soprattutto nel weekend e per molti inglesi le gite «fuoriporta» si riducono a una giornata trascorsa chiusi in macchina, bloccati per ore nel mezzo di un ingorgo senza via d’uscita. «Ogni anno la situazione peggiora - ha detto Darling ieri all’Independent on Sunday -. Se non facciamo qualcosa adesso, il Paese potrebbe ritrovarsi paralizzato entro vent’anni».
L’attuazione concreta della proposta è ancora lontana: serviranno una legge da far passare in Parlamento e una serie di consultazioni pubbliche. Se tutto procede senza intoppi il primo schema pilota per l’area di Great Manchester sarà operativo entro i prossimi cinque anni.
Tecnicamente le miglia percorse da ogni automobilista verrebbero calcolate grazie a una scatola nera installata nel veicolo e un sistema satellitare. Le tariffe dovrebbero variare da 2 centesimi al miglio per le strade di campagna fino a 1,34 sterline per le autostrade nelle ore di punta.
Naturalmente l’iniziativa del governo non ha mancato di scatenare un dibattito vivace sulla reale efficacia che potrebbe avere la nuova tassa. Bert Morris, direttore della AA Motoring Trust, ha invitato il ministero a studiare anche altre opzioni. «In questo Paese il turismo è basato soprattutto sugli spostamenti in macchina - ha commentato -. Vogliamo trovarci nei prossimi anni con gli alberghi estivi della costa vuoti perché la gente non può permettersi il costo della guida?». Sotto accusa, da parte degli ambientalisti, anche il fatto che il nuovo pedaggio sostituirebbe la tassa sulla benzina. «Le miglia a pagamento vanno bene - ha spiegato l’ambientalista Tony Bosworth - ma bisogna fare altro per persuadere la gente inglese a usare i trasporti pubblici, andare in bicicletta, camminare più spesso». Migliorare i servizi di metropolitana e ferrovie, mantenendo a un livello ragionevole il costo del biglietto sarebbe già un’ottima cosa. Ma di questo, evidentemente, il governo non si preoccupa dato che i trasporti pubblici inglesi sono tra i più cari d’Europa e i biglietti soltanto quest’anno hanno subìto due rincari consecutivi.