Londra, svolta a scuola: basta regina Vittoria, ora si studia Internet

Alle elementari addio lezioni di storia, ma i bimbi dovranno imparare a usare blog ed enciclopedie online

Londra - Esce Churchill, entra Twitter. Che pizza 'sti vittoriani, molto meglio Wikipedia. Sembra scritta da Lucignolo la nuova proposta governativa per i programmi ministeriali delle scuole primarie britanniche. Una vera rivoluzione che dà il benvenuto ufficiale a Internet e compagnia e sbatte la porta in faccia ad alcuni tra gli argomenti più importanti della storia moderna come la seconda guerra mondiale.

Nella bozza di cui è venuto in possesso ieri il quotidiano inglese The Guardian si afferma in sostanza che i ragazzini della fascia d'età tra i cinque e gli undici anni possono completare la loro prima fase di studi anche ignorando la battaglia contro il nazismo o la nascita e la caduta dell'impero britannico. La proposta di riforma, redatta da sir Jim Rose, ex ispettore scolastico che verrà pubblicata il mese prossimo, rende infatti non obbligatorio lo studio di queste e altre materie esprimendosi invece a favore del complesso e controverso mondo di Internet.

Le tradizionali materie di studio da tredici potrebbero diventare soltanto sei e centinaia di criteri classici per lo studio di storia, geografia, lingua e scienze verrebbero spazzati via a discrezione degli insegnanti a cui verrebbe concessa per la prima volta in decenni una vasta libertà di scelta sul programma formativo. Si strizza l'occhio a Wikipedia e ai blog considerati da molti genitori come il diavolo informatico e si utilizza di più il check speller, il controllo automatico dello spelling anziché studiare tutte le parole una per una come si fa attualmente.

Alla fine delle scuole elementari i ragazzi dovranno essere in grado di contestualizzare i fatti storici e di collegarli correttamente. Il fatto che lo studio di alcuni periodi fondamentali non sia più obbligatorio - si spiega nella proposta - è per evitare una duplicazione con il programma della scuola secondaria.

Tutto dovrebbe essere più semplice, più libero, probabilmente più divertente e moderno. E non c'è che dire, gli studenti gongoleranno, ma che dicono gli esperti o le famiglie? I programmi ministeriali della scuola inglese già non brillano per completezza e non è una novità che quasi la metà dei ragazzi esce dalla scuola elementare senza saper leggere e scrivere perfettamente. Sa recitare magari e suona uno strumento, ma la matematica è ancora un'opinione per non parlare degli errori di ortografia che accompagnano gli studenti britannici per tutta la loro vita da adulti. Adesso che potranno rimandare a più tardi anche lo studio di alcuni periodi storici, siamo sicuri che lo faranno più avanti e con quali criteri?

John Bangs, capo del sindacato nazionale degli insegnanti, ha bocciato la proposta definendola «confusa». «Mi sembra un bozza che strizza l'occhio alle ultime tendenze della comunicazione - ha dichiarato - e che poi però mantiene una descrizione molto tradizionale dell'insegnamento della storia. Da una parte c'è l'approccio ai modelli più moderni, dall'altra s'individua una certa pressione politica. Il governo non vuole dare l'impressione di buttare a mare l'insegnamento classico». Di fatto però lo fa se suggerisce l'uso di siti come Twitter, nato per favorire i contatti tra le persone, ma rivelatosi spesso una forma di comunicazione-spazzatura. Ad esempio, l'ultimo messaggio apparso sul sito mostra il fondoschiena dell'attrice Demi Moore, "postato" dal suo maritino poco più che adolescente.

I più critici temono inoltre che la nuova proposta sacrifichi il piacere della lettura a favore di un uso sempre maggiore del computer, tenendo conto che fu lo stesso Rose a gettare scompiglio qualche tempo fa affermando che la scuola avrebbe dovuto prestare all'informatica la stessa attenzione riservata alla letteratura e alla matematica.

Il dipartimento per l'istruzione, che all'inizio si era rifiutato di commentare la notizia del Guardian, ieri ha rilasciato una dichiarazione rassicurante soprattutto per quanto riguarda l'insegnamento della storia. «Gli alunni studieranno comunque tutti i periodi storici più importanti - si legge nella nota diffusa dal ministero - inclusi i romani, i Tudor e i vittoriani. Verrà inoltre insegnata loro la cronologia degli eventi più importanti avvenuti nel nostro Paese e nel mondo». Churchill non se la prenda, tanto lo si ripesca alle medie.