L'Osservatore Romano accusa: "Italiani razzisti" E Napolitano: "A Rosarno oscurata la legalità"

Il quotidiano della Santa Sede attacca l'Italia: "Odio muto e
selvaggio verso un altro colore di pelle&quot;. Napolitano: &quot;Sarò in Calabria per riaffermare legalità e solidarietà&quot;. <a href="/a.pic1?ID=413050" target="_blank"><strong>La 'ndrangheta è una pista
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Città del Vaticano - Razzisti. Così la voce ufficiale del Vaticano, l'Osservatore Romano diretto da Gian Maria Vian, definisce gli italiani dopo gli episodi di Rosarno e i fischi a Mario Balotelli negli stadi. "Oltre che disgustosi, gli episodi di razzismo che rimbalzano dalla cronaca ci riportano all’odio muto e selvaggio verso un altro colore di pelle che credevamo di aver superato". Lo scrive oggi l’Osservatore Romano. "Per una volta - sottolinea il giornale vaticano - la stampa non enfatizza: un viaggio in treno, una passeggiata nel parco o una partita di calcio, non lasciano dubbi. Non abbiamo mai brillato per apertura, noi italiani dal Nord in giù" rileva Giulia Galeotti che firma l’articolo. "Né - aggiunge - siamo stati capaci di riscattarci, quando il diverso s’è fatto più vicino, nel mulatto, a prescindere dalle diversissime cause per cui ciò è avvenuto. Sia stato il risultato di un atto d’amore o, invece, di uno stupro, ben difficilmente abbiamo considerato quel bambino come nostro, al pari dei nostri. Anzi, la doppia appartenenza è sembrata (e continua a sembrare) una minaccia ulteriore. In questo - lamenta il quotidiano della Santa Sede - davvero a nulla è servito l’esempio americano: l’Obama-mania che imperversa trasversalmente, dalla politica all’arte, dallo stile al linguaggio, non ha invece fatto breccia alcuna nel dimostrare il valore dell’incontro tra razze diverse".

Il messaggio Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarà il 21 gennaio a Reggio Calabria per riaffermare i valori "di legalità e solidarietà oscurati dai gravi fatti di Rosarno". Lo annuncia una nota del Quirinale. La nota riferisce che il presidente della Repubblica ha accolto l’invito del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, a partecipare alla Giornata della Legalità-Insieme per non dimenticare promossa quest’anno dalle consulte provinciali degli studenti della Calabria il prossimo 21 gennaio a Reggio Calabria. Il Capo dello Stato nel corso della visita a Reggio Calabria incontrerà i rappresentanti delle istituzioni territoriali e degli organi dello Stato operanti nella regione. Sarà un’occasione per rinnovare l’impegno comune, sempre ribadito dal presidente della Repubblica, per l’affermazione dei valori di legalità e di solidarietà, entrambi oscurati dai gravi fatti di Rosarno.

Rosarno in piazza È iniziata a Rosarno la manifestazione organizzata nella cittadina reggina per respingere l’immagine di paese xenofobo, mafioso e razzista dopo gli scontri con gli immigrati avvenuti nei giorni scorsi. In testa al corteo, che attraverserà le vie principali di Rosarno, c’è uno striscione con la scritta "Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo". Tra coloro che partecipano al corteo ci sono anche numerosi immigrati. All’inizio del corteo c’è anche una donna di Rosarno ferita nel corso degli scontri che sta sfilando insieme a donna di colore. Le persone presenti alla manifestazione parteciperanno al corteo in silenzio e hanno intenzione di non rilasciare alcun tipo di dichiarazione agli organi d’informazione.

Vertice in procura Si è svolto questa mattina un incontro in procura a Palmi tra il capo dell’ufficio, Giuseppe Creazzo, il comandante della compagnia dei carabinieri e il dirigente del commissariato di polizia di Gioia Tauro. Al centro dell’incontro, i disordini di Rosarno degli scorsi giorni. "Stiamo lavorando, dovremo vedere cosa succederà in base alle risultanze investigative" ha dichiarato il procuratore, a conclusione. Intanto il gip ha convalidato gli arresti dei tre rosarnesi arrestati durante gli scontri. Tra questi c’è il figlio di un noto boss della zona della famiglia Bellocco. Gli investigatori acquisiranno le immagini registrate in città dalle telecamere di videosorveglianza.