Lotta alla burocrazia: l’occasione della Liguria

(...) Nel merito delle competenze della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato, il Dpef rimanda alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione con un piano teso ad attuare livelli di efficienza con l'applicazione dei criteri della meritocrazia, della trasparenza e della innovazione. L'obbiettivo è di risparmiare un punto di Pil. Difficile, ma non impossibile.
Tale progetto si realizzerà attraverso una rivoluzione digitale, la mobilità, la trasparenza e l'accessibilità, che dovranno coniugarsi con una riforma della contrattazione collettiva e dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, con più ampio spazio per la politica premiale del merito e per quella sanzionatoria delle inefficienze, al fine di migliorare la qualità dei servizi al cittadino e diminuirne i costi. Appare evidente che questa ipotesi di lavoro si attaglia perfettamente al sistema liguria, al sistema sanitario ligure, al sistema pubblico genovese, appesantito da un numero spropositato di dipendenti, da sacche di inefficienza denunciate quotidianamente e minato da una venatura ideologica reduce del più ferreo statalismo.
1) Ridurre del 25% gli oneri amministrativi consentirebbe all'Italia di aumentare il PIL di 1.7 punti percentuali e se si ipotizza una riduzione degli oneri che consenta il raggiungimento dell'obbiettivo del 25% al 2012 l'impatto sul PIL potrebbe valere 75 miliardi.
Il Dpef rileva inoltre la riduzione del tasso di occupazione e della debolezza della economia nazionale rispetto alle medie europee, un rallentamento che incide particolarmente sul tasso di sviluppo italiano con una maggiore intensità nel Sud, il che a sua volta determina un aumento del differenziale in termini di reddito pro-capite tra Centro-Nord e Mezzogiorno con le conseguenti tensioni politiche e sociali.
Nella previsione del Dpef gli avanzi di cassa che si produrranno dall'entrata a regime delle misure programmatiche dal 2011 ridurranno il rapporto debito/PIL alla fine del quinquennio al 90.1 per cento. Consentendo finalmente il raggiungimento degli obbiettivi comunitari.
Un'ulteriore analisi del Dpef ci dice che il rapporto tra spesa pensionistica e Pil è destinato, dopo un periodo di stabilità, a peggiorare, soprattutto a causa del quadro demografico. Pertanto occorre pensare ad una ulteriore riforma che consenta di rimuovere i disincentivi al proseguimento dell'attività lavorativa nelle sue più varie articolazioni. Draghi recentemente ci ha ricordato che alcune caratteristiche del nostro sistema pensionistico tengono lontana dal lavoro una quota troppo ampia della popolazione italiana, infatti solo il 19% degli italiani tra i 60 e i 64 anni svolge un'attività lavorativa, contro il 33% degli spagnoli, il 45% dei tedeschi ed il 45% degli inglesi. La nostra terra in particolare deve riflettere su questa condizione essendo la regione più vecchia di Europa e con il minor tasso di natalità, avviandoci verso il federalismo fiscale occorrerà pensare con preoccupazione al rapporto demografico ligure individuandone le deficienze e iniziando sin d'ora anche a livello locale ad individuare soluzioni ed ad attivare meccanismi di dialogo con le forze sociali ed imprenditoriali per ragionare intorno al tema.
Questa analisi conferma che il Governo e la Maggioranza sanno cosa fare e dove incidere per alleviare il disagio del Paese, in un quadro dove la redistribuzione mondiale del reddito pro-capite sfavorisce le aree del benessere e dei consumi.
L'azione dell'Esecutivo è finalmente chiara e coerente.
Gli Italiani hanno consegnato al Centro-Destra una larga maggioranza, in barba alla tanto criticata legge elettorale, il Governo ha già cominciato a
2) mettere mano alle emergenze: energia, rifiuti, sicurezza e la sua iniziativa è largamente condivisa. Presto con il Parlamento si darà inizio alle azioni strutturali.
La minoranza intravede nelle polemiche e nelle azioni ostruzionistiche l'unica arma di contrapposizione, senza nulla proporre di costruttivo; il Pd è dilaniato al suo interno, l'Idv succube di un leader sguaiato e incredibile, la sinistra verde-comunista pur cancellata dal voto, rimane arroccata su posizioni sconfitte dalla storia. Tutto ciò costringe la Maggioranza a lavorare speditamente per rispettare gli impegni presi con gli Italiani, certo il confronto sarebbe utile al Paese, ma prima occorre che a sinistra si individui un progetto, un leader, e si abbandoni la subordinazione alla deriva Dipietrista-giustizialista-squadrista.
*Deputato Pdl, Coordinatore Regionale di Forza Italia