«Lucidi e crudeli» Il pm chiede l’ergastolo per le Bestie di Satana

La requisitoria dell’accusa parla di «premeditazione» per tre delitti e per l’istigazione a un suicidio. A giorni la sentenza

Eleonora Barbieri

da Milano

Nove ore, un’intera giornata per ricostruire, passo dopo passo, gli omicidi di Fabio Tollis, Chiara Marino e Mariangela Pezzotta. Ieri a Busto Arsizio, al processo per le Bestie di Satana, il sostituto procuratore Tiziano Masini ha esposto prove, intercettazioni e testimonianze nei minimi dettagli, una requisitoria ininterrotta per leggere tutte le 261 pagine dell’accusa e, poi, lasciare la parola al procuratore della Repubblica Antonio Pizzi e alla sua richiesta di condanna: due ergastoli per Nicola Sapone, uno per Marco Zampollo, Eros Monterosso e Paolo Leoni, 26 anni per Elisabetta Ballarin.
«Sono tutti colpevoli e per tutti chiedo le aggravanti della premeditazione, i motivi abbietti e la crudeltà» ha spiegato, ormai quasi senza fiato, il pm Tiziano Masini al termine della sua requisitoria davanti alla Corte d’assise di Busto Arsizio. La sua ricostruzione degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino e Fabio Tollis e dell’istigazione al suicidio di Andrea Bontade è cominciata alle 9.35 di ieri mattina ed è durata fino alle 18.15, con solo tre pause di dieci minuti.
Poi il procuratore Pizzi ha formulato le richieste di pena, tutte pesantissime: per la Ballarin, 23 anni per il concorso nell’omicidio di Mariangela Pezzotta e 3 anni per la rapina fatta il giorno prima a uno spacciatore; per Sapone, due ergastoli (per aver partecipato sia all’organizzazione sia all’esecuzione degli omicidi dei tre ragazzi), 3 anni per associazione a delinquere e 7 per l’istigazione al suicidio di Andrea Bontade. E un ergastolo a testa per Leoni, Zampollo e Monterosso, considerati gli istigatori dell’assassinio di Fabio Tollis e Chiara Marino, brutalmente massacrati nel bosco di Somma Lombardo la sera del 17 gennaio 1998 e tre anni per associazione a delinquere. Per tutti la richiesta di interdizione perpetua dai pubblici uffici, la libertà vigilata a pena espiata e l’interdizione legale per i condannati.
Soddisfatti i genitori delle vittime: «Adesso aspettiamo il verdetto», ha dichiarato Michele Tollis, padre di Fabio. Mentre martedì toccherà alle parti civili. «Bisognerebbe chiuderli in cella e buttare via la chiave», hanno aggiunto i genitori di Chiara Marino. «Devono piangere lacrime di sangue, loro e i loro genitori - ha detto la mamma di Chiara - noi abbiamo solo una lapide da accarezzare, mentre loro, i genitori dei carnefici dei nostri figli, possono ancora vederli, anche se dietro le sbarre». Una sofferenza che si è ripetuta ieri, mentre il pm descriveva gli omicidi in ogni dettaglio, un dolore in contrasto con l’indifferenza degli imputati: Sapone sorrideva alla Ballarin o sbadigliava, Leoni scuoteva la testa, Zampollo masticava un chewing-gum. Sono impalliditi solo quando hanno sentito la parola «ergastolo».