L'Ue censura l'Italia per l'allarme rifiuti "Non è stata rispettata la direttiva"

La Commissione europea è preoccupata per la grave situazione in cui versano molte città campane a causa dei rifiuti. E punta il dito contro l'Italia, colpevole di non aver creato "una rete di impianti di smaltimento idonea a assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana"

Bruxelles - L'emergenza rifiuti in Campania non è un problema solo italiano: anche l'Europa è preoccupata. Lo dimostra il fatto che proprio oggi, quando mille tonnellate di rifiuti invadono le strade di Napoli, l'Ue abbia aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per la "cronica crisi" che vive la regione. Le motivazioni che la Commissione europea ha dato per giustificare la scelta di ammonire il Belpaese sono da ricercare nel "rischio di diffusione di malattie e inquinamento" e nelle "gravi preoccupazioni per la salute umana e per l'ambiente".

Impianti censurati E per sostenere la propria posizione dall'Ue ricordano le "migliaia di tonnellate di rifiuti si sono accumulate nelle strade e vi sono stati riversamenti in discariche illegali", e che "il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell’aria,dell’acqua e del suolo desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l’ambiente". Così Bruxelles  censura gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti, "inadeguati" e con "rischiosi per la salute e per l’ambiente, una situazione che costituisce una patente violazione della normativa Ue sui rifiuti".

L'ingiunzione Ue Di conseguenza, la Commissione ha inviato all’Italia una "lettera di costituzione in mora" - la prima fase di un procedimento di infrazione - chiedendo anche informazioni sui provvedimenti presi per proteggere la salute umana e ’ambiente nella regione. Vista "l'urgenza e la gravità della situazione", la Commissione ha concesso all’Italia un solo mese di tempo, anzichè i consueti due mesi, per rispondere alla lettera. In mancanza di risposte soddisfacenti, Bruxelles potrà procedere a un’ingiunzione (o parere motivato) al Governo. Se questo non dovesse rispettare gli ordini, il procedimento passerà alla Corte di Giustizia, che al termine di un procedimento giudiziario potrà infliggere multe.

L'analisi dei progetti italiani Parallelamente, la Commissione sta procedendo alla valutazione dei progetti di quattro nuove discariche per lo smaltimento dei rifiuti che il governo vuole aprire in Campania. L'Ue vuole verificare che siano compatibili con la normativa comunitaria e che risolvano a lungo termine il problema dei rifiuti. "Abbiamo visto tutti alla televisione immagini scioccanti di mucchi di immondizie che marciscono nelle strade della Campania e cittadini esasperati che incendiano i rifiuti", ha affermato il commissario Stavros Dimas, responsabile per l’Ambiente. "Alle autorità italiane chiedo di agire prontamente per rimettere in efficienza gli impianti di gestione dei rifiuti in Campania e fare in modo che i rifiuti siano raccolti e smaltiti senza pericolo per la salute umana e per l’ambiente, come prescrive la normativa europea".

La direttiva Ue sui rifiuti La direttiva dell’Ue sui rifiuti impone, infatti, agli Stati membri di "prendere tutte le misure necessarie per impedire che i rifiuti vengano abbandonati, riversati o smaltiti in modo incontrollato". Le autorità nazionali devono anche accertarsi che i rifiuti vengano recuperati o smaltiti senza creare pericoli per la salute o danno all’ambiente. Inoltre, devono essere prese tutte le misure necessarie per creare una rete adeguata di impianti di smaltimento, capaci di assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana.

L'accusa Secondo la Commissione, l'Italia sarebbe venuta meno agli obblighi imposti dalla direttiva, "perché non ha creato una rete di impianti di smaltimento idonea a assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana". L’Esecutivo Ue punta il dito anche sulle "gravi lacune" riscontrate "a livello di raccolta dei rifiuti comunali e nella lotta allo smaltimento illegale, anche nelle aree urbane", con "il rischio di inquinamento che si è aggravato quando i cittadini hanno incendiato i rifiuti abbandonati per le strade, rilasciando sostanze tossiche nell’ambiente". Gli esperti di Dimas citano poi un dato allarmante: "Da un recente studio coordinato dall’Organizzazione mondiale della sanità risulta che nella provincia di Napoli e Caserta sono aumentati i tassi di mortalità tra i residenti che vivono in prossimità delle discariche".