L'Ue rassicura il G20: ci sarà un intervento sul fondo salva Stati 

In un comunicato diffuso a sorpresa: "Alle banche sarà fornita
la liquidità necessaria. Risposta forte alla sfida economica". Moody's taglia il rating delle banche greche

Washington - I Paesi più potenti del pianeta si sono impegnati a Washington a sostenere la crescita che latita e le banche indebolite, pur dopo aver lasciato emergere contrasti sulla politica da seguire di fronte alla crisi. I ministri delle Finanze e i banchieri centrali dei principali Paesi ricchi e emergenti del G20 si sono impegnati a dare "una risposta internazionale forte e coordinata per trattare le sfide rinnovate che incontra l’economia mondiale", come è emerso da una dichiarazione comune pubblicata al termine della cena inaugurale di lavoro. Promettono di fare in modo che le "banche dispongano di un capitale adeguato", dopo il crollo negli ultimi giorni dei valori bancari europei, colpiti dai timori legati alla crisi del debito nella zona euro.

Aiuto alle banche Le banche centrali, che svolgono da molte settimane un ruolo di "pompiere" nella crisi, hanno da parte loro annunciato che continueranno "a sostenere la ripresa". Inizialmente nessun comunicato doveva essere pubblicato. Ma "l’importanza della situazione", le "turbolenze" sui mercati che hanno conosciuto ieri un’ennesima giornata nera e "la constatazione comune di una risposta collettiva che desideravamo portare" hanno portato alla diffusione di questo testo, ha dichiarato il ministro delle Finanze francese Francois Baroin, il cui Paese è presidente quest’anno del G20, durante una conferenza stampa. Il comunicato del G20 riprende in parte un testo precedente pubblicato il 9 settembre dai Paesi del G7. Ma il G20 si è spinto oltre. Soprattutto, ha annunciato, in previsione del vertice di Cannes (sudest della Francia) il prossimo 3 novembre, un "piano d’azione collettivo ambizioso, in cui ciascuno avrà il suo ruolo da giocare" per "sostenere la crescita" e "attuare piani di consolidamento di bilancio credibili".

Intervento su fondo salva Stati Il fondo "salva Stati" supporterà gli aumenti di capitale delle banche più fragili, e un nuovo intervento da parte dei paesi dell’Eurozona viene assicurato a metà ottobre. Il G20 accoglie così l'invito del Fondo Monetario Internazionale secondo cui ci sarà presto necessità di ricapitalizzazioni per le banche europee più fragili a causa dell’esposizione ai rischi dei debiti sovrani. Gli stessi esperti di Washington prevedono, a causa della crisi del debito europea, costi per le banche nell’ordine di 2-300 miliardi.

Moody's taglia il rating di 8 banche greche L’agenzia Moody’s ha tagliato di due punti il rating delle principali banche della Grecia, evocando il probabile aumento delle perdite nei loro portafogli di obbligazioni di Stato e il deterioramento dell’economia del paese. Moody’s ha tagliato il rating di 8 banche greche di due note e l’outlook resta negativo. L’agenzia ha ridotto da ’B3’ a ’Caa2’ il rating di National Bank of Greece (NBG), EFG Eurobank Ergasias (Eurobank), Alpha Bank (Alpha), Piraeus Bank (Piraeus), Agricultural Bank of Greece (ATE) e Attica Bank e ha ridotto da ’B1’ a ’B3’ il rating di Emporiki Bank of Greece (Emporiki) e General Bank of Greece (Geniki). 

Non è escluso il default greco Il default della Grecia è "uno degli scenari. Sono stato a lungo convinto che non fosse necessario, ma le novità da Atene non sono incoraggianti. Tutti gli sforzi sono volti a prevenirlo, ma adesso sono meno sicuro di poter escludere un default rispetto a due mesi fa". Non usa giri di parole Klaas Knot, il presidente della Banca Centrale olandese e membro del consiglio Bce, in un’intervista al Het Financieele Dagblad. Knot è uno dei primi funzionari dell’Eurotower a parlare pubblicamente di un possibile default di Atene, dopo che la Bce ha sempre insistito che un fallimento dovrebbe essere evitato ad ogni costo, perché potrebbe destabilizzare la zona euro. Knot ha messo in discussione la capacità "della Grecia di realizzare quanto sia seria la situazione" e ha alimentato "dubbi sulla qualità del governo" e sulla capacità dei politici "di avere una presa stretta sul Paese".