A luglio maxi stangata sulle tariffe di luce e gas

L’Autorità per l’energia ha stabilito un aumento del 5,8% per l’elettricità e del 4,2% per il metano. Ogni famiglia italiana spenderà mediamente 62 euro in più all’anno

da Milano

Elettricità e gas più cari da luglio: l’onda lunga degli aumenti del greggio arriva infatti nelle bollette degli italiani, e questa volta in maniera davvero pesante. L'Autorità per l'energia ha aggiornato ieri le tariffe per il trimestre luglio-settembre 2006, con provvedimenti che provocano per le famiglie aumenti del 4,2% per il gas e del 5,8% per l'elettricità. L'aumento della spesa media, rispetto al precedente aggiornamento tariffario, risulterà di 62 euro all’anno (più 4,7 per cento). L’Italia paga così ancora una volta cara la sua dipendenza da petrolio e gas per la produzione di elettricità: altri Paesi, che utilizzano carbone e nucleare riescono infatti ad ammortizzare meglio (se non ad evitare) i rincari del greggio. «Circa il 62% della generazione elettrica è alimentato da prodotti petroliferi e gas naturale; con riferimento a quest'ultimo le importazioni pesano oggi per circa l'85% dei consumi interni. Mentre nel primo trimestre il prezzo medio del petrolio è stato di 62 dollari al barile, nel secondo trimestre è stato di 70 dollari al barile», avverte l'Autorità.
Per quanto riguarda il comparto del gas, dal primo luglio 2006, rispetto ad oggi, l'aumento complessivo deciso dall'Autorità risulta di 2,78 centesimi di euro al metro cubo, pari al 4,2% per il settore domestico, incluse le imposte. Questo significa per la famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi all'anno) una maggiore spesa annuale di circa 39 euro. Il prezzo finale per chi utilizza meno di 200mila metri cubi all'anno, definito dall'Autorità e che deve essere obbligatoriamente offerto dai venditori accanto a loro eventuali diverse proposte, è pari a 69,32 centesimi di euro al metro cubo. Ma attenzione, se si va a vedere quanto incide il costo della materia prima (cioè del gas) sul prezzo finale, c’è da restare sbalorditi: solo il 33,6% del totale. Le imposte incidono per il 41,1% e il resto (poco più del 25%) sono costi di trasporto, distribuzione e stoccaggio, che sono rimasti invariati in quanto il loro adeguamento viene deciso solo una volta all’anno, e non trimestralmente.
Per l'elettricità, dal 1° luglio 2006, rispetto al trimestre in corso, per il settore domestico (una tipica famiglia con una potenza impegnata di 3 kw e consumi di 225 kwh mensili) l'aumento della tariffa elettrica, al lordo delle imposte, è pari a 0,84 centesimi di euro per kwh, equivalente al 5,8 per cento. La tariffa in vigore il prossimo trimestre per la medesima famiglia tipo, sarà pari a 15,35 centesimi di euro per kwh, sempre al lordo delle imposte, e determinerà una maggiore spesa di circa 23 euro all'anno.
Di fatto, comunque, è sul gas la vera «stangata» che sta arrivando. Soprattutto per chi lo usa per il riscaldamento: la media fatta dall’Authority è infatti calcolata su tutti gli italiani, quelli che lo usano solo per la cucina (e quindi ben poco) e quelli che lo usano per il riscaldamento domestico. E su questi inciderà in maniera pesante. Un «incentivo» (a dire il vero non voluto dall’Autorità che decide il prezzo basandosi sulle quotazioni del gas e non gradito dai consumatori) a frenare i consumi di metano da riscaldamento quest’inverno, quando con ogni probabilità si manifesterà di nuovo la mancanza di gas che c’è già stata nella scorsa stagione fredda.
Secondo le associazioni dei consumatori gli aumenti «ormai sfiorano i 128 euro l’anno», sommando quelli attuali e quelli del trimestre precedente.
Rimedi? Nessuno, a parte quelli conosciuti di usare lampadine e elettrodomestici a basso consumo (che troppi si ostinano a non utilizzare) e isolare meglio le case, in particolare finestre e porte, da cui sfugge una grossa fetta del calore. Ci sono poi le centrali a carbone, che hanno costi inferiori a quelle a gas, ma l’unica in costruzione, quella dell’Enel a Civitavecchia, è osteggiata dall’amministrazione regionale del Lazio e il governo è diviso sulla sua realizzazione.