L'ultima crociata femminista Basta con i mariti in sala parto

L’ultima trovata anti maschio: allontanare gli uomini al momento della nascita. Il motivo? "Sono fonte di agitazione"

La sala parto non è un posto per uomini. Se poi si tratta del futuro padre, la presenza maschile è vivamente sconsigliata perché dannosa. A sostenerlo è proprio un uomo, il ginecologo francese Michel Odent. Il medico, che ha seguaci anche in Italia, ha di recente spiegato all’Observer che esiste persino una correlazione tra la partecipazione dei padri alla nascita dei bambini e il dover ricorrere al parto cesareo. O comunque parti più lunghi, più dolorosi e più difficili. Il problema è l’equilibrio ormonale. I padri infatti creerebbero ansia alle compagne e la conseguente produzione di adrenalina, che ostacola quella di ossitocina, l’ormone che stimola le contrazioni.
Forte dei suoi cinquant’anni di esperienza con le donne incinte tra Francia, Inghilterra e Africa, Odent si spinge oltre e aggiunge che è molto meglio che accanto alla donna che sta avendo un bambino ci sia una brava ostetrica e che quindi siano esclusi, oltre al futuro padre, magari armato di videocamera, anche infermieri e medici uomini. Le gestanti avrebbero bisogno di un ambiente poco affollato, silenzioso e soprattutto di intimità. Quella che lo specialista chiama la «mascolinizzazione dell’ambiente della nascita» spiegherebbe larga parte dei parti problematici.

Ma sono le stesse mamme ormai a non gradire come un tempo i padri che assistono alla nascita. Una sorta di nuova crociata femminista sta trasformando il parto in un affare tra donne. Per avere supporto sono gradite un’amica o una sorella, molto meno un marito maldestro che rischia di addormentarsi durante il travaglio, di sentirsi male sul più bello o di innervosire mamma e ostetrica con la sua voglia di rendersi utile. La partecipazione degli uomini è una moda scoppiata negli anni 80, ma pare che ormai sia superata. E quelli che ci vogliono davvero essere, e che quindi non si sentono costretti dalle aspettative delle compagne, sanno come muoversi e non danno alcun problema di stress aggiuntivo.

Sono molti i medici che sostengono che con l’«industrializzazione delle nascite», cioè con il trasferimento dell’evento dalle case agli ospedali, si siano aggiunti elementi che in passato erano considerati inutili e persino estranei, mariti in testa. Odent invita a pensare agli animali femmine, che per partorire si ritirano nella tana, in completa solitudine. Istinto che apparterrebbe anche alle donne. Ci sono poi altri effetti collaterali della presenza degli uomini in sala parto. Prima di tutto le conseguenze negative sulla vita sessuale della coppia che porterebbero marito e moglie a considerarsi due buoni amici piuttosto che due amanti. Esisterebbero inoltre casi di uomini che dopo aver assistito, traumatizzati, alla nascita di un bambino hanno avuto sintomi di una sindrome ancora poco conosciuta ma molto simile alla depressione post parto e che hanno reagito con la fuga dalla famiglia. Per questo gli esperti consigliano di evitare le forzature e di prepararsi bene all’evento.