L'ultimo sogno di Rutelli? Allearsi con Fini La Bianchi: Pd satellite dell'Idv, torno nell'Udc

Il leader di Alleanza per l'Italia: "Tocca a lui decidere. Io
spero che intenda concorrere a formare una Kadima italiana. Lo
sapremo presto". La senatrice Dorina Bianchi: "Con Bersani il Pd vuol proporsi come partito riformista ma, con
Franceschini e la Bindi in piazza, è un satellite di Di Pietro"

Roma - "Il rapporto di Fini con Berlusconi é ormai profondamente deteriorato: tocca a lui decidere. Io spero che intenda concorrere a formare una Kadima italiana. Lo sapremo presto". E' quanto afferma il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli il quale, in una intervista al Quotidiano nazionale, sottolinea che " il dopo Berlusconi porterà ad una inevitabile ristrutturazione della politica ma non inizierà grazie ad uno Spatuzza a al processo Mills. Se Berlusconi resta in sella - aggiunge Rutelli- è soprattuto perché fino ad oggi sono mancate alternative ". Quanto alla presenza di esponenti del Pd alla manifestazione del no B-day, Rutelli sottolinea che " l'agenda della sinistra la fa Di Pietro e il Pd si adegua. Dopo sei mesi di Congresso e primarie - aggiunge - era stato annunciato un cambiamento che non c'é". Il leader del nuovo partito afferma anche che " moltissimi cattolici stanno trovando casa nell'Alleanza per l'Italia che non sarà però un partito confessionale ma il luogo di incontri di laici credenti e non credenti. A Parma - conclude- presenteremo una Dichiarazione sulla laicità".

La Bianchi lascia il Pd: satellite di Di Pietro "Il Pd è stato una delusione. Bersani è stato eletto con il mandato di rafforzare l'ancoraggio del partito alla storia della sinistra italiana, lo spazio per una presenza identitaria dei moderati cattolici si è ridotto al lumicino. Non penso che che piangeranno molto per la mia uscita". Con queste parole la senatrice del Pd Dorina Bianchi annuncia il suo ritorno "a casa", nell'Udc. Intervistata dal Corriere della Sera, la Bianchi definisce il Pd "vittima di una contraddizione cocente: con Bersani vorrebbe proporsi come partito riformista ma, con Franceschini e la Bindi in piazza, si ritrova ad essere un partito satellite di Di Pietro". Bianchi spiega le ragioni per cui ha scelto Casini e non Rutelli: "Sono convinta che si possa e si debba collaborare con Rutelli per costruire un fronte comune dei moderati, ritengo erò che sia importante favorire l'aggregazione senza dividerci in altri contenitori. Da un anno a questa parte - prosegue - l'Udc con Casini interpreta una posizione politica innovativa che condivido pienamente. La sua bandiera non è l'antiberlusconismo: Casini propone una strategia di alternativa di governo".

La Bindi: siamo un partito plurale Replica così, a Dorina Bianchi, il presidente del Pd. "Il Pd è un partito plurale. Un partito aperto a tutti coloro che hanno voglia, curiosità intellettuale di portare la loro cultura politica all'incontro, al dialogo e al confronto con le altre, per cercare insieme una sintesi. Se invece si intende la propria cultura politica - come sembra fare Dorina Bianchi - in modo identitario, se non si ha lo spirito per cercare quella sintesi allora si possono compiere altre scelte ma non si deve darne la responsabilità al Partito democratico".