Macché risparmi: i mandarini di Stato si difendono con il «latinorum»

Leggi e regolamenti incomprensibili non sono casuali, ma uno strumento per salvare il potere dei superburocrati e per frenare il cambiamento

I dieci comandamenti non contengono incisi, né subordinate, usano solo e sempre forme verbali semplici e dirette. Nell'ultima Gazzetta ufficiale un provvedimento del ministero della Salute autorizza la messa in commercio di un prodotto della Bayer, un fungicida usato per proteggere i pomodori. Il testo inizia: «Visto il regolamento (Ce) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 febbraio 2005 concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/Cee del Consiglio, nonché i successivi regolamenti che modificano gli allegati II e III del predetto regolamento, per quanto riguarda i livelli massimi di residui di singole sostanze attive in o su determinati prodotti...». Poi si prosegue per quattro pagine in cui si richiamano, in un'orgia di frasi relative e incidentali spesso ingarbugliate tra di loro, almeno una quarantina tra leggi, decreti, regolamenti e direttive, citati diffusamente con articoli, commi e allegati.

Un capolavoro che sarebbe folle se non fosse scientifico. Perché è il linguaggio la forma di resistenza più sofisticata dell'alta dirigenza pubblica al cambiamento e alla modernizzazione. Come nel latinorum dell'Azzeccarbugli manzoniano, l'incomprensibilità si trasforma in difesa dello status quo e del proprio potere. Lo scrittore Antonio Pascale (Le aggravanti sentimentali è l' ultimo libro pubblicato da Einaudi), ex funzionario del ministero delle Politiche agricole, l'ha raccontato con grande efficacia in un articolo pubblicato qualche anno fa dal Corriere della Sera. Pascale parla dei suoi primi mesi da funzionario ministeriale, una volta vinto il concorso. Tra i primi incarichi gli viene affidato il compito di dare un giudizio su una circolare esplicativa ancora in bozze: «Sarà stato per le subordinate che si inseguivano senza tregua», racconta, «per i rimandi snervanti, per una serie di punti numerati con A) a) A1) aa1 e via dicendo, io pensai che solo una mente alienata potesse avere prodotto quel documento. Così andai dal vecchio direttore e balbettando dissi: non ho capito niente. E lui rispose con n mezzo sorriso: bene, allora è perfetta!... Fu una piccola lezione. Le leggi non devono mai essere chiare, perché se lo sono, con la chiarezza si fornisce potere a chi legge. Il Superiore ministero deve mantenere la possibilità dell'interpretazione autentica».

Dopo quell'episodio, che risale al 1989, fu approvata una grande riforma (nelle intenzioni), la legge sulla trasparenza amministrativa del 1990. Nel 1994 l'allora ministro della Funzione pubblica Sabino Cassese curò e fece stampare un ambizioso Codice di stile delle comunicazioni scritte a uso delle amministrazioni pubbliche, una specie di guida all'utilizzo di una corretta lingua italiana. Non c'è stato niente da fare: leggi, regolamenti e circolari sono incomprensibili oggi come lo erano ieri.

Non che in altri Paesi il problema non esista. Ma altrove cultura e senso dello Stato dell'élite burocratica sono diversi che in Italia. In Gran Bretagna, per esempio, l'amministrazione pubblica iniziò a occuparsi della questione subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nel 1948 il ministero del Tesoro affidò l'incarico di scrivere un manuale di stile a Ernest Gowers, uno dei gran commis di Stato più vicini a Winston Churchill. Il risultato divenne subito il testo di riferimento dell'amministrazione pubblica nelle comunicazioni con i cittadini. Non solo. Il manuale nato per gli uffici statali fu così apprezzato da essere messo in vendita al grande pubblico con il titolo Plain words, «parole semplici». Da allora è uno dei testi più ristampati del mercato librario di lingua inglese. Un altro mondo.

Commenti

routier

Lun, 31/10/2016 - 09:28

Una riforma nel merito sarebbe semplicissima. Basterebbe un solo comma: "Qualsiasi legge o norma deve essere stilata priva di riferimenti a precedenti leggi o norme" Probabilmente provocherebbe un infarto a qualche burosauro ma si guadagnerebbe in chiarezza.

Ritratto di Svevus

Svevus

Lun, 31/10/2016 - 09:38

Finchè saranno inamovibili i buropdsauri continueranno ad appropriarsi di tutto quanto li circonda.

Ritratto di oldpeterjazz

oldpeterjazz

Lun, 31/10/2016 - 10:03

Sarebbe sufficiente, una volta spiegatole il concetto, far scrivere la legge alla mia nonna Teresa (terza media).

Tergestinus.

Lun, 31/10/2016 - 10:08

Il "latinorum" lo usava don Abbondio, non l'Azzecca-garbugli! Urge ripasso dei Promessi Sposi.

antonio54

Lun, 31/10/2016 - 12:33

Sono cose fatte con furbizia italica. Se no, come farebbero a fare il gioco delle tre carte. Grazie a questo sistema paleolitico, abbiamo portato il nostro paese sull'orlo del fallimento... vedi burocrazia asfissiante.

il veniero

Lun, 31/10/2016 - 12:55

Lo stato italiano è da tempo come un parassita che sta uccidendo l'ospite .

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 31/10/2016 - 13:01

Con queste porcate ci campano centanni. Se fai un ricorso scopri che dicono tutto e il contrario di tutto.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 31/10/2016 - 13:47

@routier, lei non s’intende della materia giuridica. Ogni provvedimento, legislativo o amministrativo che sia, ha un suo inquadramento normativo, non nasce dal nulla, anche perché quella data materia è già regolata da altre disposizioni, alle quali bisogna in qualche modo riferirsi, per modificarle o integrarle. E se bisogna riferirsi ad altre norme, è impensabile riscriverle di sana pianta in un nuovo provvedimento, si fa semplicemente un rinvio, perché magari si tratta di norme lunghe e complesse. Chi non è ferrato nella materia giuridica deve farsi capace che, come tante altre discipline, non è una materia semplice, bisogna armarsi di impegno, volontà di capire, capacità di approfondire, e tanta, tanta, pazienza. Solo così si possono capire le leggi, che spesso potrebbero essere scritte meglio, ma è impensabile che possano diventare semplici come un tweet o un post.

pietrom

Lun, 31/10/2016 - 16:21

Lo Stato non potrebbe (far) sviluppare un database con tutte le leggi, con link automatici tra una e l'altra, e con la possibilita' di passare con un click dalla modalita' "con riferimenti" alla modalita' "estesa", dove una legge viene mostrata per intero? Potrebbe essere tutto automatico. Si potrebbe avere un diagramma che rappresenta le relazioni tra le leggi. Sarebbe piu' semplice modificare/aggiornare/snellire i nostri codici. E i nostri legislatori imbevuti di cultura classica non dovrebbero che fare un piccolissimo sforzo per utilizzare uno strumento simile.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 31/10/2016 - 17:14

@pietrom, guardi che quello che dice già esiste. Su molti siti si trovano tutte le leggi e i provvedimenti amministrativi in vigore, nonché la giurisprudenza. E, per ogni provvedimento citato, basta cliccarci sopra, per aprire tale provvedimento. Purtroppo, i siti più completi sono a pagamento. Lo Stato rende comunque disponibile ai cittadini il sito "normattiva", con tutte le leggi statali e regionali in vigore.

routier

Lun, 31/10/2016 - 17:42

X liberopensiero77 ore 13,47 Se la "materia giuridica" di cui parla, è quella attuale dove nei suoi oscuri e bizantini meandri lessicali (degni del più accanito degli esegeti) nasconde le più inverosimili corbellerie e contraddizioni, allora sono ben lieto di non "intendermene". Oltre duecentomila tra leggi e norme, contro le 7/12 mila del resto d'Europa non le dicono nulla? "Corruptissima re publica, plurima lege" (Tacito) Purtroppo sono rimasto fermo alla desueta ed anacronistica considerazione che la chiarezza e semplicità sono le madri dell'onestà di pensiero. Il resto è farina del maligno. Un Saluto.

pietrom

Lun, 31/10/2016 - 18:14

@liberopensiero77, grazie per la segnalazione.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 31/10/2016 - 18:26

@routier, nessun bizantinismo, anche negli altri Paesi d'Europa che hanno un sistema giuridico più semplice, con meno leggi, scrivono i provvedimenti rinviando ad altre disposizioni, e non potrebbe essere diversamente. Posto che il nostro sistema giuridico necessita di grosse semplificazioni (che in passato i governi, di destra e di sinistra, non sono riusciti a fare), un po' di umiltà non guasterebbe, specie se si rischia di confondere la semplificazione col semplicismo. Saluti a lei. P.S. le "norme" sono solo parti delle leggi, e sono milioni, sia in Italia che all'estero ...