«Madri in affitto», ecco come costruirsi un asilo in casa

In Lombardia il primo corso per diventare «Tagesmutter»: si potranno ospitare fino a 5 bambini

Eleonora Barbieri

Una mamma in affitto, solo durante il giorno, sulla scia delle «Tagesmutter» trentine: il «nido famiglia» arriva anche in Lombardia, opportunità professionale per molte donne e, allo stesso tempo, alternativa per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Il modello è quello, già diffuso nei Paesi del Nord Europa, di una abitazione privata trasformata in un piccolo asilo, per accogliere fino a cinque bambini da zero a tre anni: l'imprenditrice, in questo caso, è la donna di casa, magari già educatrice o, soltanto, molto amante dei bambini, che desideri trasformare la propria passione in una professione.
Dopo il Trentino Alto Adige, dove il nido famiglia è già una realtà, la legislazione più all'avanguardia è quella della Lombardia dove, lo scorso anno, una delibera regionale ha disciplinato l'istituzione, che non richiede modifiche strutturali alla casa (necessario solo il requisito di civile abitazione) né il possesso di un titolo di studio specifico da parte della mamma, e che prevede orari flessibili per rispondere alle esigenze delle famiglie. Ora per le aspiranti «mamme di giorno» c'è la possibilità di seguire un corso di formazione promosso da Happy Child, rete di 67 asili, fra cui quelli tradizionali e aziendali e i cosiddetti «micronidi». La formazione delle «Tagesmutter» è soprattutto di tipo pratico: progettazione di attività ludiche, elementi di prevenzione e di primo soccorso, indicazioni sull'allestimento di spazi e attrezzature nella propria casa, gestione dei rapporti con le famiglie, principi di alimentazione per la prima infanzia e programmazione della routine e della cura quotidiana dei piccoli.
Fondamento pedagogico è l'educazione tempestiva, un modello importato in Italia da Rita Loner Zecchel, originaria di Trento ma ormai cittadina di Arese, alle porte di Milano, dove vive con i suoi cinque figli. Un'educazione «proiettata al futuro», come la definisce la pedagogista spagnola Ana Sánchez che ha realizzato un progetto di educazione tempestiva a Puerto Blanco, ad Algeciras e che mira a sviluppare al massimo le potenzialità del bambino che, soprattutto nei primi anni di età, sono enormi: da quando ha otto mesi, il bimbo riesce infatti a imparare con estrema facilità ciò che, in seguito, gli richiederebbe sforzi e impegno. L'altro pilastro educativo è quello della pedagogia positiva, metodo che premia soprattutto i progressi e le piccole conquiste quotidiane, considerando il bisogno dei piccoli di ottenere attenzione e gratificazione da parte degli adulti. I bambini, infatti - spiega Ana Sánchez nel suo libro Esperienze di una madre - «non nascono ubbidienti», ma la mamma è la loro migliore maestra: l'importante è organizzarsi, preparando un vero e proprio «piano d'azione».
La formazione delle «mamme in affitto» si completa con un manuale per approfondire anche gli aspetti organizzativi, giuridici ed economici della creazione di un nido famiglia. Il primo corso è a Milano, sabato 20 maggio e costa 1.200 euro: un'intera giornata, dalle 9 alle 18 che prevede, oltre al percorso formativo e al rilascio dell'attestato, un colloquio personalizzato per l'avvio del nido e, in seguito, la possibilità di aggiornamenti professionali e di entrare nella rete di Happy Child per quanto riguarda la promozione della propria esperienza.