Mamma vegetariana, la figlia muore di fame

La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta. La donna seguiva una dieta rigidissima e mangiava solo frutta e verdura

Bepi Castellaneta

da Altamura (Bari)

Era malnutrita, pesava appena quattro chili e duecento grammi, veniva alimentata esclusivamente con il latte della madre, una donna vegetariana così come il marito, un particolare che potrebbe aver contribuito alla tragica fine di quella bambina: lei, appena nove mesi, è morta all'ospedale, là dove era stata trasportata durante la notte. I medici non hanno potuto far nulla per salvarla, sulla tragedia è stata aperta un'inchiesta e i genitori adesso sono indagati per abbandono di minorenni. È accaduto ad Altamura, grosso centro della Murgia barese, dove i dubbi si accavallano mentre gli investigatori vanno avanti con le indagini e tentano di fare luce sui lati oscuri che ancora incombono sul drammatico destino della piccola. Per il momento, l'unica cosa certa è che la bambina era denutrita: secondo quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri, pesava quanto una bimba di due, al massimo tre mesi. Ed è su questo aspetto che si concentrano gli inquirenti, i quali hanno già ricostruito le fasi di quella notte drammatica.
La tragedia si è consumata il 5 febbraio, poco prima dell'alba. Alle quattro e trenta del mattino i genitori si sono infatti accorti che la figlia non respirava più. La disperazione, la corsa in ospedale, ma ormai era troppo tardi: quando è arrivata al pronto soccorso era già morta. Martedì pomeriggio sono stati celebrati i funerali. La procura di Bari ha deciso di vederci chiaro e ha aperto un'inchiesta. Il magistrato inquirente, il sostituto procuratore Renato Nitti, ha disposto l'autopsia. E l'esame ha confermato i sospetti emersi fin dal primo momento: la piccola era malnutrita, le masse muscolari erano ridottissime, in alcuni casi addirittura inesistenti; inoltre era anemica e quasi certamente era affetta da un focolaio di broncopolmonite, una delle cause della morte. Le indagini sono ancora alla fase iniziale, ma dal quadro investigativo è emersa una situazione sconcertante. La bambina non aveva neanche la forza di «gattonare», prendeva solo il latte materno ma la madre è vegetariana: in sostanza, le mancavano completamente le proteine della carne e del pesce. Ma non è tutto. Sempre secondo quanto emerso dai primi accertamenti, la bimba non aveva il pediatra di base e non le erano state praticate le vaccinazioni obbligatorie.
In questa fase gli investigatori si stanno concentrando sullo stile di vita dei genitori. Non è una famiglia indigente: il padre è titolare di un negozio di mobili, la madre è casalinga. Entrambi seguono una stretta dieta vegetariana, e solitamente acquistano prodotti biologici dal negozio di una parente. Gli inquirenti si mantengono cauti, preferiscono non sbilanciarsi ma le indagini hanno preso una direzione ben precisa. E ieri è arrivata una prima svolta: i genitori sono stati infatti iscritti nel registro degli indagati. L'ipotesi maggiormente accreditata dagli investigatori è proprio quella relativa alla malnutrizione, una pista che avrebbe trovato parziali conferme da alcuni dati all'esame dei carabinieri: la bimba al momento della nascita, nel maggio scorso, pesava due chili e 800 grammi; secondo le tabelle mediche la piccola già al quinto, sesto mese doveva pesare il doppio fino a raggiungere il triplo al primo anno di vita.
La notizia si è abbattuta su tutta la provincia di Bari, città dove poco più di un anno fa Eleonora, appena sedici mesi, morì di fame. Accadde nel quartiere Enziteto, estrema periferia, rione degradato, una colata di cemento punteggiata da palazzoni che affiorano da un tappeto di vegetazione incolta: per quella tragedia sono accusati di omicidio volontario la madre e il suo compagno, che secondo quanto emerso dall'inchiesta della procura non davano da mangiare alla bambina. Una storia completamente diversa da quella di Altamura, come sottolineano gli investigatori. In quest'ultimo caso, infatti, i genitori erano felici per la nascita della figlia: la morte - è emerso dalle indagini - sarebbe invece legata a trascuratezza, probabilmente alla convinzione che il latte materno fosse sufficiente. E così, a nove mesi, quella bimba pesava ancora come un neonato. Poi il suo cuore si è fermato.