Mandelson agli americani: taglieremo del 30% gli aiuti destinati all’A350

Il costruttore Usa: i sussidi al consorzio sono un vantaggio competitivo

Mario Sechi

da Roma

Le relazioni transatlantiche volano sulle ali di Boeing e Airbus. Lo stato di salute dei rapporti tra Europa e Stati Uniti dipende anche dalla battaglia legale che gli americani hanno ingaggiato sugli aiuti che l’Unione europea ha concesso al consorzio Airbus per il lancio dell’aereo A350.
Lo scontro tra Ue e Usa è acceso e potrebbe portare a una serie crisi nel settore commerciale. Il commissario europeo Peter Mandelson ha rilanciato una proposta che ora Washington sta esaminando: il taglio del 30 per cento degli aiuti che i governi europei hanno destinato a Airbus per la costruzione dell’A350, il jet del futuro in competizione con il 787 Dreamliner della Boeing. Il portavoce il Mandelson ha specificato che la proposta del commissario Ue è concreta e affronta non solo l’importo dei tagli agli aiuti ma anche i tempi per la definizione del contenzioso. Gli Stati dovrebbero dare una risposta nei prossimi giorni.
La partita ha implicazioni serissime anche nella politica estera, Tanto che alla Brookings Institution - autorevole think tank di Washington - giovedì prossimo si terrà un seminario dal titolo eloquente: «La guerra commerciale Boeing. Airbus: conseguenze per le relazioni transatlantiche il commercio globale». Una disputa commerciale rischia di diventare un tema caldo delle relazioni internazionali. E non a caso in Boeing la poltrona di senior vice president è occupato dall’ambasciatore Tom Pickering, sottosegretario di Stato agli Affari politici fino al 1997. «Il problema dei sussidi europei all’Airbus è molto serio, si tratta di una disputa che bisogna risolvere in fretta. I sussidi per Airbus sono un vantaggio competitivo» spiega al Giornale l’ambasciatore Pickering, a Roma per una serie di incontri con esponenti della politica e dell’economia.
Dagli Stati Uniti arriva il disappunto nei confronti dell’Ue per aver reso nota la proposta di Mandelson: «Siamo estremamente insoddisfatti del fatto che l’Europa abbia parlato con la stampa, questo non aiuta le nostre relazioni e la gestione delle relazioni tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti» ha dichiarato Rich Mills, portavoce dello Us Trade Representative. Saette sulla trattativa che, secondo l’ambasciatore Pickering «senza un accordo finirà certamente con l’apertura di un contenzioso al Wto». Una guerra commerciale che potrebbe inasprirsi ulteriormente se gli Stati Uniti approveranno una legge ad hoc per tagliare le gambe sul mercato interno alle compagnie che ricevono aiuti per il «launch aid». Il Congresso americano ha già dato sostegno alla causa contro Airbus e «manca solo il sì del Senato» conferma l’ambasciatore Pickering. Boeing in Italia ha una partnership consolidata con Finmeccanica. I progetti strategici nel settore della Difesa sono in fase avanzata. Recentemente l’azienda italiana, attraverso la sua controllata AgustaWestland, si è aggiudicata in Inghilterra una gara da 355 milioni di euro per l’aggiornamento dei sistemi di puntamento degli elicotteri Apache prodotti proprio dalla Boeing. Pickering conferma che «quella con Finmeccanica è una partnership strategica, l’Italia per noi è un’opportunità eccezionale. L’Italia è interessata a sviluppare i suoi sistemi di sorveglianza aerea anche per la sua posizione chiave nel Mediterraneo» e sono in corso colloqui per sviluppare la cooperazione nel settore della Network Centric Warfare. Pickering cita il capo di Stato Maggiore Giampaolo Di Paola che ha più volte ribadito che l’Italia vuole sviluppare un suo sistema. «L’Italia ha un elevato numero di missione di peacekeeping - spiega Pickering - e sono in corso colloqui per la possibile fornitura di un certo numero di elicotteri Ch-47». Il famoso Chinook, l’elicottero per il trasporto delle truppe, fiore all’occhiello di Boeing.

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