In manette il killer del commerciante: un tunisino di 20 anni

Arrestato a Parma mentre stava fuggendo con la borsa piena di telefonini

Gianluca Pedrazzi

da Pavullo (Modena)

Preso. Stava fuggendo con una valigia piena di telefonini rubati e di abbigliamento griffato. Ha vent’anni, vestito alla moda, niente scuola e niente lavoro Ammar Houssem Ben Abdelkerim, tunisino, da ieri notte in cella. È lui ad aver ucciso con quattro coltellate al torace il quarantenne commerciante modenese Claudio Venturelli. Giovanissimo immigrato, è stato catturato la scorsa notte alla stazione di Parma. Era arrivato da Modena, dopo essere riuscito a bucare le maglie dei posti di blocco grazie a una delle tante corriere che scendono dalla montagna verso la città. Si era sbarazzato della giacca macchiata di sangue, del coltello, poi, a poche centinaia di metri dal negozio di telefonia rapinato e che lo aveva visto colpire a morte il commerciante, era salito su un pullman. Con sé in un sacchetto un po’ di cellulari razziati al negoziante, che aveva cercato di reagire a quello che era il quarto colpo subito in appena tre anni. Tra i telefonini rubati anche quello di Venturelli. Ma la sua fuga è durata poco: un testimone lo aveva visto scappare. E allora sono iniziati i posti di blocco. Alcune corriere sono state fermate, i passeggeri fatti scendere, ma non quella su cui viaggiava il giovanissimo omicida. Una fuga durata però poche ore perché dopo la rapina finita nel sangue i carabinieri erano entrati nella palazzina di Ligorzano, paesino sulle colline, dove il ragazzo abitava con il resto della famiglia. Poco prima di mezzanotte la svolta a Parma, con le manette che sono scattate ai suoi polsi.
Per Pavullo, per gli uomini dell’Arma, così bersagliati nelle ultime settimane dopo il video-choc che ritraeva due militi prendere a pugni un maghrebino ubriaco e violento durante un fermo a Sassuolo, un arresto che risponde alla forte, incessante richiesta di sicurezza che continua ad arrivare dai cittadini. Che, domani, proprio a Sassuolo, al confine col Bronx di via Adda e del quartiere Braida, sfileranno a migliaia per sostenere i carabinieri e tutte le forze dell’ordine contro l’escalation della violenza. «È ora di uscire allo scoperto, di finirla con chiacchiere da bar per poi voltare le spalle - è la lettera aperta della famiglia di Claudio Venturelli -. Non vogliamo che si arrivi a vedere gente che gira armata e spara vista la minima avvisaglia di pericolo, vogliamo che chi ne ha il potere, a destra, a sinistra, al centro, prenda una posizione ferma e decisa nella lotta alla criminalità e nella tutela della brava gente bianca, gialla, nera che sia, non importa... ».