Le mani del sindacato sull’ente dei contratti statali

Prodi affiderà l'Aran l'organismo di controparte di Cgil, Cisl e Uil, a un pool di esperti vicini alle confederazioni. Il nuovo presidente, Massimo Massella Ducci Teri, ha forti legami con l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu (Dl)

Roma - Non è stato un blitz come nei desiderata del ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, ma alla fine l’accerchiamento del governo e dei sindacati all’Aran (l’agenzia che cura la contrattazione nella Pa; ndr) è pressoché riuscito. Le nomine del nuovo comitato di presidenza, secondo fonti autorevoli, sono già pronte e in attesa di essere firmate dal premier Romano Prodi. Ma l’effetto di questa ulteriore lottizzazione è già visibile: i tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil potranno avere una sponda importante al momento di stipulare i nuovi contratti del pubblico impiego.
Il nuovo presidente. La sostituzione dell’ex presidente Raffaele Perna era nell’aria già dall’estate scorsa. Ma solo nello scorso novembre, a poche ore dalla scadenza dei termini previsti dalla legge Frattini che regola lo spoil system, Perna fu revocato dall’incarico che appena lo scorso marzo gli aveva conferito l’allora ministro Baccini, incurante delle pressioni dei sindacati che spingevano affinché lasciasse tale nomina al suo successore. E commissario straordinario fu immediatamente nominato l’avvocato dello Stato, Massimo Massella Ducci Teri, già componente del direttivo a partire dal 2002. Massella ha uno stretto legame con Tiziano Treu del quale è stato capo di gabinetto al ministero del Lavoro e ha ottimi rapporti con la Cisl, in particolare con il segretario della Federazione del Pubblico impiego, Rino Tarelli. A metà della scorsa legislatura, anche Andrea Mazzella lo volle come capo di gabinetto della Funzione pubblica. E il senatore dello Sdi, Gerardo Labellarte, il 4 febbraio 2003 presentò un’interrogazione nel quale sollevò il conflitto di interessi tra i ruoli che Massella ricopriva: dirigente ministeriale e membro di un’agenzia governativa. Anche per questo motivo Baccini, giunto a Palazzo Vidoni, decise di non confermarlo. Nicolais, invece, ha optato per il repêchage.
Rientri. Il ritorno di Massella sarà quasi sicuramente seguito da altre due rentrée nel comitato direttivo. Si tratta di Mario Ricciardi e di Vincenzo Nastasi. Il primo è un professore associato all’Università di Bologna, è vicino ai Ds e alla Cgil. Il secondo insegna all’Università di Lecce, è di area Margherita e ha un buon rapporto con Sergio D’Antoni, viceministro dello Sviluppo ed ex segretario generale della Cisl. Tre anni fa Ricciardi è stato protagonista di un episodio significativo: revocato in base allo spoil system dall’incarico di commissario Isvap, presentò ricorso al Tar e lo vinse ottenendo il reintegro. In questo nuovo valzer di poltrone Ricciardi potrebbe essere invece un beneficiario della lottizzazione.
New entry. Se Massella, Ricciardi e Nastasi sono esponenti di un universo di professionisti collaterali al mondo sindacale ma non organici alle strutture, le due new entry che si profilano nel comitato direttivo Aran sono invece esponenti delle confederazioni. Mimmo Carrieri è un professore dell’Università di Teramo, ma è soprattutto un “ideologo” della Cgil. Già coordinatore di Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, è stato responsabile dell’area relazioni industriali dell’Ires (la fondazione culturale della Cgil) e ha diretto il Centro di riforma dello Stato. Carrieri è curatore con il ministro Damiano di alcune pubblicazioni come Il lavoro che cambia e il paper in inglese The resurgence of the Italian confederal unions: will it last? (La rinascita dei sindacati confederali italiani: durerà?, un saggio che la biblioteca online della Cisl ha definito di «area Cgil colta»; ndr). Il secondo nome in rampa di lancio è quello di Giancarlo Fontanelli: ex leader della Federazione sanità Uil, ex presidente del patronato Ital-Uil, ex segretario confederale Uil ed ex presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) di Inail e Inpdap su designazione sindacale. Attualmente Fontanelli è presidente del Civ dell’Ipsema (istituto di previdenza del settore marittimo), sempre in quota Uil.
Paradossi. A conti fatti, il comitato direttivo dell’Aran dovrebbe essere ripartito affidando due poltrone all’area Cisl, due a quella della Cgil e una alla Uil. Il manuale Cencelli viene applicato a un’agenzia governativa che si era voluta in qualche modo mantenere autonoma rispetto a governo e sindacati per non perdere autorevolezza nei contratti pubblici. Utilizzando un paradosso, si potrebbe dire che l’esecutivo stia cercando di porre il segretario della Fiom-Cgil al vertice di Federmeccanica. In poche mosse il governo Prodi prima ha reperito in Finanziaria circa 4,8 miliardi di maggiori fondi fino al 2009 per il pubblico impiego e i rinnovi contrattuali, poi ha congegnato una norma che fissa a 40 giorni il tempo per la loro entrata in vigore limitando il potere della Ragioneria dello Stato e della Corte dei Conti. Infine, l’Aran è stata consegnata al sindacato. «L’obiettivo è cambiare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione che deve essere di fiducia», ha preannunciato il ministro Nicolais lo scorso novembre. E sarà lo stesso Nicolais, che ne ha cambiato i vertici, a inviare all’Aran le direttive per i rinnovi contrattuali di quest’anno. Problematiche come gli integrativi locali che fanno saltare i tetti retributivi decisi a livello nazionale per ora non sono state affrontate. E anche la velleità di Regioni, Comuni e altri enti di sfruttare il decentramento per far saltare il banco non è stata inibita. Ma in questo caso è lo stesso sindacato a frenare le spinte centrifughe perché oltre 3,5 milioni di impiegati pubblici gestiti a livello locale renderebbero pressoché inutili le segreterie nazionali.