Al maniaco dell’ascensore 14 anni

Edgar Bianchi è stato condannato dal tribunale di Genova a 14 anni ed
8 mesi di reclusione. Attendeva le sue vittime nell’atrio dei palazzi di Genova e le assaliva
immancabilmente nel momento in cui entravano in ascensore

da Genova

Attendeva le sue vittime nell’atrio dei palazzi di Genova e le assaliva immancabilmente nel momento in cui entravano in ascensore. Riconosciuto colpevole di 25 aggressioni ad altrettante donne, con tentata violenza sessuale, Edgar Bianchi «il maniaco dell’ascensore», com’era stato soprannominato dai media, ieri è stato condannato dal tribunale di Genova a 14 anni ed 8 mesi di reclusione. L’imputato, barista ventinovenne in jeans e camicia bianca a scacchi, presente in aula, ha ascoltato la lettura del verdetto a occhi bassi, senza nessuna reazione. «Mentre da un lato non sono contento - commenta il difensore - perché la pena è troppo severa, dall’altro sono soddisfatto perché è stato accettato il criterio di considerare le generiche prevalenti sulle aggravanti, anche se, purtroppo, non sono state applicate nella massima estensione. Aspetto la motivazione e poi presenterò ricorso in appello». Il processo si è svolto con rito abbreviato, e conseguente diminuzione di un terzo della condanna. Il pm Giovanni Arena aveva chiesto 24 anni, pena base pesante, paragonabile in qualche modo a quella prevista per l’omicidio volontario, portata a 16 anni, per la riduzione del terzo. Il giudice ha seguito la linea del pm, concedendo le generiche prevalenti, anche se applicate parzialmente, perché il maniaco ha ammesso d’aver compiuto le 25 violenze, ma non l’ha mai confessato apertamente, per la sua personalità disturbata. Con il rito ordinario la condanna sarebbe stata di 22 anni.
Dalle perizie è emerso che Bianchi è affetto da narcisismo istrionico, che il suo interesse non si basava tanto sulla minore età delle ragazze, ma piuttosto sulla loro corporatura esile, per dominarle più facilmente e umiliarle.
Si era innescato nel giovane un meccanismo di negazione della patologia di cui era affetto, per cui aveva bisogno di avere una fidanzata fissa, mentre frequentava altre ragazze, continuando negli atti di violenza sulle minori. Tra gli episodi più gravi, aver costretto con la minaccia delle armi una tredicenne a un rapporto orale.