LA MANOVRA ANTICRISI

1 Che cos’è l’acconto sull’imposta delle persone fisiche?
È la quota da pagare entro il 30 novembre come anticipazione sulle tasse per l’anno in corso, e rappresenta circa il 60% di quanto complessivamente dovuto. Ricordiamo che l’imposta sul reddito delle persone fisiche viene pagata in tre rate in tre diversi momenti. La prima è un acconto che viene versato a metà anno, solitamente tra giugno e luglio, al momento del saldo della dichiarazione riferita all’anno precedente, e rappresenta il 40% del 99% della futura imposta; il calcolo di viene effettuato sulla cifra dell’ultimo reddito. La seconda tranche dev’essere pagata, appunto, in novembre ed è il restante 60%, sempre riferito al 99% dell’imposta risultata dovuta sul reddito dell’anno precedente. Il saldo conclusivo avviene in giugno, una volta fatti i conti definitivi; quest’ultimo può essere un debito o un credito.

2 A chi è rivolta la misura varata ieri dal consiglio dei ministri?
A tutti i contribuenti che compilano il modello Unico e, in parte, a quelli che compilano il 730; a coloro cioè che hanno redditi diversi o ulteriori rispetto a quelli da lavoro dipendente. Costoro potranno posticipare una quota dell’acconto da versare entro il 30 novembre alla scadenza di metà anno, e cioè al giugno 2010.
La misura non riguarda invece chi abbia soltanto redditi da lavoro dipendente, ai quali il prelievo in acconto viene effettuato ogni mese in busta paga.

3 In che cosa consiste la misura e qual è il suo obiettivo?
La misura riguarda un rinvio del pagamento di parte dell’imposta sulle persone fisiche. L’entità dell’acconto di novembre scende di 20 punti percentuali, dal 60% al 40% del 99% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. La percentuale stabilita lo scorso anno per un analogo rinvio, che allora fu circoscritto alle imposte sulle società e sulle attività produttive, Ires e Irap, fu del 3%.
L’obiettivo oggi è quello di aumentare la liquidità delle famiglie nel periodo novembre-giugno, lasciando nelle loro tasche del denaro che invece dovrebbe essere versato al fisco. Si tratta di un modo concreto per contribuire alle necessità di piccoli imprenditori, artigiani, liberi professionisti e percettori di altri tipi di reddito, in primis quelli immobiliari. La sospensione del pagamento dell’imposta ha un valore complessivo stimato in 3,8 miliardi. Parte di questa cifra avrà anche come effetto un incentivo ai consumi, perché molte famiglie si troveranno con una quota di denaro a disposizione, in periodo natalizio, che finora appariva del tutto insperata. Va anche osservato che l’effetto positivo colpisce in pieno tutti coloro (commercianti, artigiani, piccoli imprenditori) il cui reddito non è soggetto ad acconti. I liberi professionisti, al contrario, sulle proprie parcelle già versano un 20% d’acconto, e di conseguenza la quota da loro dovuta in novembre è inferiore a quella di chi ad acconti non è tenuto. La norma contenuta nel decreto legge approvato ieri non riguarda invece i percettori di solo reddito da lavoro dipendente che, appunto, subiscono il prelievo costante sullo stipendio. In qualche modo la misura adottata ieri può essere paragonata a una sospensione della tassazione della tredicesima, misura da molti frequentemente invocata.

4 Ci sono precedenti al rinvio dell’acconto?
Lo scorso anno fu varata un’analoga misura destinata alle società: riguardava il rinvio del pagamento del 3% dell’acconto di Ires e Irap. Complessivamente, il gettito «spostato» da un anno all’altro fu di 2,1 miliardi di euro. Lo scorso anno non erano state coinvolte le persone fisiche, che oggi sono invece le uniche destinatarie della decisione.

5 Che cosa succede a chi ha già versato?
Nulla. Semplicemente costoro non si avvalgono di un beneficio finanziario accordato dal governo. Chi invece deciderà di utilizzare la disposizione, dovrà ricalcolare la cifra dell’acconto, seguendo le indicazioni del decreto, e provvedere al versamento scontato. La quota che rimane sospesa dovrà essere comunque versata all’appuntamento di giugno.
Oggi presentano il modello Unico 11-12 milioni di contribuenti; il 730 (reddito da lavoro dipendente più una proprietà immobiliare) viene compilato da 13-14 milioni. La platea della nuova norma, tuttavia, non riguarderà tutti 24-26 milioni di queste due categorie: a parte i casi di chi non deve versare l’acconto di novembre, coloro che devono pagare cifre non significative, di poche decine di euro, possono essere indotti a non rifare i conteggi e non ricompilare i moduli già predisposti in giugno dal commercialista o dai Caf.

6 Che cosa cambia per i conti pubblici e le casse dello Stato?
Il governo può permettersi una manovra di questo tipo, rinunciando a un incasso immediato, grazie ai proventi dello scudo fiscale, che sono stati preventivamente stimati attorno ai 5 miliardi di euro. Se la misura sull’Irpef, come ieri si è ipotizzato, ammonterà a 3,8 miliardi, le due poste andranno più o meno a bilanciarsi. Inoltre il rinvio di una voce così cospicua di entrata al prossimo anno permetterà di iscrivere capitoli di spesa di analoga entità.