Manovra, Errani: dalle Regioni parere negativo Ma Tremonti: "Scenderanno dai grattacieli"

La Conferenza delle Regioni e delle
Province autonome ha bocciato la manovra economica al vaglio della Camera. Parere negativo anche dai Comuni. Errani: "Insostenibile per i tagli pesanti a servizi
e imprese". Chiesto un tavolo con il governo. Formigoni: "I nostri grattacieli simbolo di virtù"

Roma - Le Regioni esprimeranno all’unanimità parere negativo sulla manovra oggi pomeriggio in Conferenza Unificata. Riunitasi questa mattina, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è tornata a bocciare la manovra economica ora al vaglio della Camera. Intanto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, fa sapere che il governo "non metterà alcuna tassa sulla prima casa" e "non ha fatto "alcuna retromarcia" sull’imposta municipale unificata: "Saranno i comuni con delibere comunali a scegliere che menù fiscale vogliono offrire ai cittadini".

Le Regioni bocciano la manovra "La manovra - ha spiegato il presidente Vasco Errani - è insostenibile per i tagli pesanti ai servizi e alle imprese". "La manovra avrà conseguenze molto negative", ha sostenuto Errani, il quale ha aggiunto che Regioni e Province autonome confermano "la richiesta di un tavolo con il governo con l’obiettivo di cambiare i pesi quantitativi e qualitativi della manovra in relazione alle Regioni di qui alla approvazione della legge finanziaria e di bilancio, cioè alla fine dell’anno". "Le Regioni scenderanno dai grattacieli e verranno a trattare", ha subito replicato Tremonti dicendosi certo che lo scontro tra l’esecutivo e i governatori sulla manovra rientrerà. "Anche le Regioni avranno una forma di ritorno a discutere con noi. E la realtà è un pò diversa da quella che si è voluto rappresentare. Le Regioni scenderanno dai grattacieli e verranno a trattare - conclude il ministro dell'economia - il loro parere sarà negativo sulla manovra ma il clima è migliorato". Immediata la replica di Errani: "Noi siamo con i piedi ben piantati per terra e chiediamo tempo di fare una trattativa vera e non 'a parole', considerando che, come è ormai evidente a tutti, i tagli della manovra sono insostenibili".

No anche da Comuni e Province Le regioni, i comuni e le province hanno espresso, come si sapeva, parere negativo alla manovra. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, al termine della Conferenza unificata che si è svolta nel pomeriggio nella sede del ministero sulla manovra.

Chiamparino: rispettare gli accordi "Abbiamo espresso parere negativo alla manovra ed abbiamo consegnato al governo il documento, nel quale si boccia la manovra, approvato dal nostro consiglio nazionale". Lo ha detto il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, al termine della conferenza unificata dove tutte le autonomie locali e le regioni hanno bocciato la manovra economica targata Tremonti. Commentando una delle dichiarazioni di Tremonti nel quale il ministro si dice convinto che alla fine le regioni scenderanno dai grattacieli, Chiamparino ha commentato: "Più che scendere dai grattacieli, io avrei bisogno di salirci". Parlando poi della presunta retromarcia del governo sull’autonomia impositiva ai comuni rispetto alla quale Chiamparino aveva chiesto all’esecutivo un chiarimento, il presidente dell’Anci ha riferito che nel corso dell’unificata il ministro Calderoli ha formalmente confermato che gli impegni presi con l’accordo a palazzo Chigi saranno rispettati. "Ne prendo atto - ha detto Chiamparino - qui siamo in una sede istituzionale d’altro canto però chiediamo di vedere i contenuti. I tempi sarebbero ieri, dunque se è vero che nulla è cambiato già da domani dovremmo cominciare a lavorare. Se concordiamo - ha concluso - sul testo si può slittare anche di una settimana. L’importante è rispettare gli accordi".

Formigoni: grattacieli simbolo di virtù "Scenderemo dai nostri grattacieli simbolo di efficienza e di virtù e andremo in quei palazzi romani che il nostro popolo identifica con gli sprechi e il centralismo". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha replicato, in una nota, al ministro Tremonti. "Andremo a difendere le ragioni dei nostri cittadini - ha garantito il governatore lombardo -. Ma il governo apra veramente il dialogo con noi, perchè così com’è la manovra è insostenibile per i nostri cittadini".

Patto con il governo "Una volta approvata la manovra e mandato un segnale ai mercati, Regione e governo scrivano un nuovo patto tra loro per gestire al meglio le ricadute dei tagli sui servizi essenziali al cittadino". È l’auspicio di Formigoni, che è tornato a parlare di manovra facendo una stima dell’impatto che quest’ultima avrebbe sulla Lombardia. Il governatore lombardo, tra le direzioni che intende percorrere su questo terreno, individua come prioritaria anche "una via pattizia successiva alla manovra. Se la volontà c’è - ha riferito Formigoni - poi la formula si trova". Per quanto riguarda l’impatto della manovra in Lombardia, Formigoni ha chiarito che "oggi il punto di partenza è di un -37% di risorse sul fronte dei servizi essenziali", come incentivi alle imprese, trasporto pubblico locale, famiglia, anziani, ambiente e formazione professionale. Il governatore ha infatti spiegato che "spalmando su tutti i fronti delle nostre politiche, con il taglio previsto dalla manovra per la Lombardia, si avrebbe una mancata disponibilità del 21%. Bisogna però tenere conto che ci sono impegni pluriennali che abbiamo preso, per cui, probabilmente, sugli altri capitoli di spesa il taglio sarà del 37%".