Manovra, tagliati 14,8 miliardi agli enti locali

Neli interventi della
manovra economica ammontano a 14,8 miliardi nel biennio
2010-2012 i tagli alle autonomie locali previsti dalla
manovra (6,3 miliardi l’anno prossimo e per 8,500 miliardi a
decorrere dal 2012)

Roma - Ammontano a 14,8 miliardi nel biennio 2010-2012 i tagli alle Autonomie locali previsti dalla manovra (6,3 miliardi l’anno prossimo e per 8,500 miliardi a decorrere dal 2012). Per le Regioni la riduzione dei trasferimenti statali è pari a 4 miliardi per il 2011 e per 4,5 miliardi per gli anni 2012 e successivi. Per Province e Comuni si prevedono tagli rispettivamente per un importo di 300 milioni e 1,500 miliardi per il 2011 e per 500 milioni e 2,500 miliardi per gli anni 2012 e seguenti. Complessivamente per i Comuni per il 23 giugno hanno proclamato una manifestazione di protesta i tagli ammontano a 4 miliardi. È quanto si legge in una nota della Ragioneria generale dello Stato che analizza gli interventi della manovra economica del governo.

I tagli agli enti locali Sulle autonomie locali, inoltre, il decreto prevede un inasprimento delle sanzioni vigenti in caso di mancato rispetto del patto di stabilità. In particolare, per gli Enti locali le sanzioni sono integrate con la riduzione dei trasferimenti dal bilancio dello Stato in misura pari allo scostamento tra saldo obiettivo e saldo conseguito e, per le Regioni, con l'obbligo di versare all'entrata del bilancio dello Stato un importo pari allo scostamento tra l`obiettivo ed il risultato conseguito. Per il 2010 è, però, previsto un alleggerimento del patto di stabilità: gli enti locali rispettosi del patto dell'anno 2009 possono, infatti, escludere dal saldo di riferimento le spese di investimento in misura pari allo 0,78 per cento dei residui passivi di conto capitale risultanti dal rendiconto dell`esercizio 2008.

L'indebitamento pregresso Sempre sul fronte delle autonomie locali, la manovra dispone la costituzione di fondo nel bilancio dello Stato per 300 milioni annui a decorrere dal 2011 come contributo al Comune di Roma per il finanziamento del piano di rientro dall'indebitamento pregresso. Il Comune è poi autorizzato ad adottare una serie di misure per reperire risorse occorrenti sia all'attuazione del predetto piano di rientro, sia per garantire l'equilibrio della gestione ordinaria. Anche la riduzione della spesa farmaceutica aumenta il contributo del sottosettore delle amministrazioni locali al contenimento del deficit complessivo. I risparmi, pari di circa 600 milioni a decorrere dall'anno 2011, sono ottenuti con la riduzione delle quote di spettanza riconosciute alla filiera della distribuzione del farmaco e con l'individuazione da parte dell'Aifa di misure per la razionalizzazione dell'utilizzo dei farmaci.