Mantovano: «Chiudere i centri ci farà solo uscire dall’Europa»

Il sottosegretario all’Interno teme uno scontro istituzionale tra le regioni e il governo: «Ma ho l’impressione che questa protesta sia solo strumentale»

Francesco Kamel

da Roma

Cresce lo scontro sui centri di permanenza temporanea (Cpt) per gli immigrati irregolari in attesa di espulsione. E una dozzina di governatori regionali del centrosinistra, guidati dal pugliese Nichi Vendola, parteciperà l’11 luglio a Bari al forum contro i Cpt: un’aperta sfida al governo sul tema dell’immigrazione. Ma per il sottosegretario al Ministero dell'Interno Alfredo Mantovano (An) si tratta di un’opposizione «a prescindere» che porta «l’Italia fuori dall’Unione europea».
Sottosegretario Mantovano, sembrano esserci due approcci al problema immigrazione del tutto differenti.
«Ci vuole un discorso franco con il centrosinistra. Bisogna capire qual è l'atteggiamento che vogliono tenere nei confronti dell'immigrazione clandestina. Io parto dal presupposto che l’immigrato regolare debba essere rispettato in ogni suo diritto al pari di un cittadino italiano. Premesso questo credo che l'immigrato clandestino debba avere una sola sorte: l'espulsione. In questo sistema i Cpt sono indispensabili per procedere all'identificazione dell'immigrato».
Si arriverà a uno scontro istituzionale?
«Se i presidenti di Regione del centrosinistra vogliono contestare il sistema e dire che l’Italia deve andare fuori dall’Ue ce lo dicano con chiarezza».
Molti esponenti dell'Unione criticano soprattutto le condizioni di vita dei centri.
«Siamo pronti a lavorare insieme per migliorare la situazione. Ma ho l'impressione che il problema non è il “come” ma il “se” dei Cpt. Ma allora bisognerebbe tirare le conseguenze e dire che chiunque può venire in Italia clandestinamente».
Ma nei Cpt le condizioni di vita come sono?
«Il livello medio delle strutture consente di vivere in condizioni dignitose. Non voglio dire che si tratta di alberghi a quattro stelle, ma non si deve scordare che si tratta di centri di sicurezza che devono impedire l'allontanamento».
Luca Casarini ha detto che i Cpt sono dei «lager moderni» e che i Disobbedienti li distruggeranno...
«Sono anni che i Cpt sono un obiettivo dell'area dell'antagonismo. Quindi nulla di nuovo. Il Governo non si fa certo condizionare».
Dalle Regioni è giunto uno stop anche sui Centri di identificazione (Cdi). Che ne pensa di quest'altro no alle iniziative del governo?
«Con i Cdi si va incontro agli extracomunitari che hanno diritto all’asilo e che in questo modo non vengono collocati in un centro di sicurezza ma di “accoglienza mirata”. Se non va bene nemmeno questo cosa si vuole? Ci sono due esigenze distinte e quindi è giusto creare due tipologie di centro differenti. Mi sembra normale. Che logica c'è in questa contestazione? In questo modo si fa opposizione a prescindere».
Dalla legge Bossi-Fini alla Turco-Napolitano come sono cambiati i Cpt?
«È cambiato il periodo massimo per l'accertamento che è passato da 30 a 60 giorni. Dal punto di vista della gestione c'è maggior trasparenza e le condizioni di vita sono migliorate. Con questo non voglio dire che in precedenza i centri fossero dei lager ma è chiaro che col tempo siamo riusciti ad adottare parametri più oggettivi».
Anche alcune associazioni per i diritti civili hanno preso di mira i Cpt. Non saranno tutte pretestuose polemiche politiche?
«Le osservazioni hanno in realtà riguardato soprattutto il centro di Lampedusa che però non è un Cpt ma un centro di prima accoglienza in cui gli immigrati rimangono poche ore. Sono andato a Lampedusa per trovare una soluzione e abbiamo lavorato sull'ipotesi di spostare il centro dalla zona dell'aeroporto al centro dell'isola in modo da realizzare una struttura più grande ed accogliente. Ma il progetto è stato in seguito bocciato dalle amministrazioni locali».
A proposito di Lampedusa. Si preannuncia un'altra stagione difficile per l'isola.
«I cittadini di Lampedusa meriterebbero un riconoscimento dall'Ue per quanto stanno facendo e sopportando. Di fatto buona parte del peso del trattato di Schengen ricade su questa magnifica isola».
Molti esponenti della sinistra radicale parlano di manifesta incostituzionalità dei Cpt. Che risponde?
«Non ho nessun timore in proposito. La norma sui Cpt regge dal 1998 quando sono stati introdotti dalla legge Turco-Napolitano. E poi i centri sono in linea con i parametri Ue. Lo ripeto, dal punto di vista del “come” gestire i centri il dibattito può essere utile ma con i proclami non si arriva da nessuna parte».
Il senatore leghista Ettore Pirovano ha chiesto gare pubbliche per l'affidamento della gestione dei Cpt, lamentando una eccessiva differenziazione di costi da un centro all'altro...
«Il costo della vita varia da regione a regione ed incide sulle spese. Ma il conferimento è del tutto trasparente e frutto di un confronto oggettivo tra più richieste pervenute dalle realtà interessate».

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