Al Marco Polo viaggi e gite vietati a chi ha 7 in condotta

Altro che dieci politico, proteste contro i voti numerici e occupazioni anti-Gelmini. La buona condotta vale una gita, almeno all'Istituto Alberghiero Marco Polo di Quarto.
Mentre infatti qua e là insegnanti e presidi non hanno ancora fatto propria la meritocrazia del comportamento, la scuola guidata da Enrico Alloero è andata oltre e ha aperto le sue attività extrascolastiche solo ai migliori, per voti e atteggiamento.
Dalla settimana-stage per gli allievi delle seconde attualmente in corso in provincia di Udine, quindi, sono stati esclusi tutti coloro che avevano nell'ultima pagella un voto in condotta pari o inferiore al sette; sono invece potuti partire a tariffa piena quanti avevano un otto, mentre chi vantava un nove o un dieci ha addirittura beneficiato di uno sconto sulla quota di partecipazione. Che sia finalmente giunta l'ora della vittoria dei «buoni» sugli «indisciplinati»? «L'abbiamo sempre fatto - commenta la Scuola, respingendo ogni clamore - certo è che quest'anno abbiamo recepito le novità legislative e abbiamo così dato un maggior peso al voto di condotta, nel rispetto dell'autonomia scolastica e del nostro regolamento interno». Tradotto significa che, a seguito delle indicazioni del Ministero dell'Istruzione, l'usuale attenzione dell'Istituto per il comportamento è stata aumentata e ciò ha portato all'esclusione di più ragazzi dalle attività formative collaterali esterne alle lezioni, studiate per arricchire i curricula degli allievi. Un alberghiero non può rischiare, d'altronde, di fare brutte figure in quelle strutture ricettive che un giorno potrebbero voler assumere i suoi diplomati e prova, quindi, a cautelarsi come può dall'effervescenza comportamentale dei più scalmanati.
«Non si tratta né di una punizione nei confronti di chi è rimasto a casa né di un premio per chi è partito - chiarisce il “Marco Polo” che spesso contribuisce anche economicamente all'organizzazione di gite e stage fuori Genova - è piuttosto una prevenzione per evitare problemi». Un filtro in pratica della cui esistenza sono informati tutti e che non attira per questo su di sé troppe polemiche. Tra gli esclusi c'è naturalmente chi fa spallucce, mugugna lamentando un voto ingiusto o si dispera per una bella occasione persa; passeggiando nei pressi della scuola non è difficile, però, trovare anche pareri entusiasti: «Sono pienamente d'accordo con questa decisione - dice una mamma - viene finalmente tributato un riconoscimento positivo e dal forte valore psicologico nei confronti di chi si comporta bene. Sarà d'insegnamento a molti». E in tempi di bullismo non è cosa da poco.