Mare sporco, tocca alle meduse E può arrivare la vera alga killer

La Ostreopsis Ovata viene dai tropici, come la Hysteria Seaweed che colpisce il sistema nervoso

Ieri, nel mare cittadino è toccato all’invasione di meduse. Che parte da Ventimiglia e arriva nel Tigullio, anche se con continuativa, tanto che a Savona minimizzano: «Interessa solo alcune zone».
Intanto, l’emergenza alghe, di cui si è discusso anche ieri pomeriggio nel corso di un vertice tra gli enti pubblici dove si è decisio di rinviare tutto a settembre, non è la causa dell’inquinamento che ormai da qualche anno rovina la stagione balneare dei genovesi. Caso mai è invece l’effetto assolutamente prevedibile dello stato in cui si trovano le acque marine genovesi. Per verificare questa informazione è sufficiente fare una piccola ricerca sull’Ostreopsis Ovata, appunto la cosiddetta alga killer.
L’alga non dovrebbe mai approdare in superficie, eppure ogni tanto lo fa e, quando la si vede, cominciano i guai. Infatti la Ostreopsis si nutre essenzialmente di sali di azoto e di fosforo. Minerali, cioè, che abbondano nelle acque dove agiscono scarichi di fogna mal depurati. Se infatti a questo elemento essenziale per la sua riproduzione aggiungiamo anche condizioni di mare calmo, alta pressione atmosferica e luminosità prolungata, allora ecco che ci sono tutti gli elementi per una splendida, si fa per dire, fioritura di questa alga tossica.
Sempre tramite Internet, scopriamo infatti che il genere «Ostreopsis si compone di varie specie: siamensis, Heptagona, lenticularis e mascarenensis. Tutte - si legge nelle Lezioni di Algologia del professor G.P. Felicini, producono tossine responsabili del ciguatera, una neurointossicazione che può causare moria di pesci e invertebrati e indurre uno stato morboso acuto nell’uomo, caratterizzato da vertigini, febbre alta, dilatazione delle pupille, tosse, irritazione delle vie respiratorie e dissenteria se si ingeriscono organismni a loro volta intossicati, sia cotti che crudi, visto che le tossine per la loro termostabilità non vengono distrutte dalla cottura del cibo.
Il vero problema è che le modalità di esposizione per il manifestarsi dei sintomi negli esseri umani non è l’ingestione, ma l’inalazione di aerosol marino, e cioè di microparticelle acquose in sospensione, contenenti l’alga. «Questo - si legge su Wikipedia - giustifica i sintomi anche in soggetti che non praticano attività acquatiche e rende il divieto di balneazione inappropriato per limitare l’esposizione».
Nonostante questo, l’enciclopedia in rete ci informa che la sindrome clinica è da considerarsi completamente benigna e non paragonabile ad altre sindromi tossiche causate da alghe.
E questo è il punto di tutto. Infatti gli esperti sanno benissimo che, così come la tropicale Ostreopsis è giunta nel Mediterraneo probabilmente portata da alcune navi provenienti dalle zone calde, anche ben altre alghe potrebbero venire in seguito. La più temibile, in assoluto, è la Hysteria Seaweed, un’alga tossica la cui semplice inalazione provoca effetti devastanti sul sistema nervoso umano.
Ne sanno qualcosa gli americani che alcuni anni fa dovettero fronteggiare una vera e propria proliferazione di Hysteria lungo le coste orientali degli Stati Uniti. Ci vollero addirittura fino a sei mesi e oltre a coloro che ne furono colpiti soltanto per riprendersi. L’inalazione infatti provocava perdita del senso dell’orientamento, confusione, stanchezza e febbre. E a che cosa era dovuta l’Hysteria? Semplicemente dal cattivo funzionamento dei depuratori: le acque erano talmente sature di rifiuti che hanno risvegliato questa terribile epidemia tossica, da sempre latente nell’acqua. Come è finita? Gli Stati Uniti hanno debellato il problema ripulendo le loro acque dallo sporco. Quando il mare è tornata pulito, l’Hysteria è sparita. Capito l’antifona?