Maria, i comprimari e la mediazione ballerina

Einstein ripeteva spesso una sconcertante verità: «nessuno ha veramente capito una cosa, se non è in grado di spiegarla alla propria nonna!». Che c'entra questa frase con la tristissima «vicenda» della piccola Maria? C'entra, perché l'unica persona che ha dimostrato di avere compreso appieno la verità, ed i meccanismi psicologici dei protagonisti (vittime, comprimari, e approfittatori) di questa incresciosa vicenda è stato un comico, non solo intelligente e umano, ma anche un grande comunicatore: Beppe Grillo. Ieri ha infatti dichiarato: «Se c'è una legge, che preleva un bambino orfano da una famiglia che vuole adottarlo, e questo bambino lo vuole, e lo rispedisce in un orfanotrofio, questa legge è sbagliata, e va cambiata. I coniugi Giusto hanno tutta la mia solidarietà...». Sarà forse per prese di posizioni come questa, che il comico genovese è stato riconosciuto dal Time Magazine come uno degli «Eroi» di questo secolo? Penso proprio di sì. Mi domando, invece, come definirebbe il Time gli altri personaggi che hanno affollato questa vicenda. non lo so per certo, ma posso immaginarlo... Seguitemi in questo semplice percorso psicodinamico: al primo posto abbiamo le «vittime», da un lato la piccola Maria «vittima» per ben tre volte: della sorte dapprima (è rimasta orfana), della «disperata violenza» dei suoi compagni di sventura più grandi dopo, e da ultimo di «leggi ingiuste» (concordo pienamente con Grillo). Ma non è l'unica vittima, Maria, anche i coniugi Giusto (nomen omen) possono essere definite «vittime»! Vi sembra strano? I coniugi Giusto, anche loro, sono «vittime», tre volte….. in primo luogo sono «vittime innocenti» del loro amore per Maria: una piccola creatura in estrema difficoltà e che si era affidata «incondizionatamente» a loro (come certificato in data 5 settembre dalla neuropsichiatria infantile, incaricata dal Giudice Sansa di fornire un parere), poi in quanto (incredibilmente) querelati proprio da chi (sotto i riflettori) si era offerto, di aiutarli (il SottoSegretario Melchiorre), e da ultimo, di chi li ha convinti addirittura a «scusarsi» (per aver cercato di difendere i diritti umani di una bimba barbaramente violentata)! Non ne siete certi? E allora pensate a come vi sentireste se non foste riusciti a salvare da un sicuro annegamento un bimbo che vi tendeva la mano mentre veniva trascinato via dai flutti... Qualcosa di simile deve avere provato tanti anni fa il «nano» che aveva tentato di salvare la vita al povero Alfredino sprofondato in un angusto pozzo. Ma di «nani», e di «ballerine» riparleremo più avanti. Parliamo invece un attimo dei «comprimari»: riguardando i certicati dei colleghi medici, e psicologi, che hanno visto Maria, non ve n'è uno solo che non abbia accertato nell'ordine 1° le violenze fisiche e psicologiche da lei subite; 2° la necessità assoluta della bimba di «figure adulte di riferimento» identificate nei coniugi Giusto (cito ancora una frase tratta dalla perizia chiesta dal Giudice Sansa: «Maria afferma che la sua famiglia è qui in Italia»); 3° la necessità che la bimba rimanesse in Italia per almeno un anno (devo ri-citare il perito: «la bimba non è “trasportabile” da un punto di vista psicologico, in quanto una forzatura violenta della sua volontà, e delle sue aspettative le potrebbe creare un trauma difficilmente superabile, con danni permanenti al suo equilibrio psicoemotivo»). Mi chiedo: perché mai un magistrato ha chiesto delle perizie specialistiche (che non hanno certo lasciato dubbi), e poi ha agito nel loro totale dispregio? Avrà forse subito «condizionamenti»? Non voglio nemmeno pensarlo.
Ma allora, come è possibile che in questo «turbinio» di medici, psicologi, giudici, ambasciatori, sottosegretarie ballerine (Daniela Melchiorre ha dichiarato al settimanale «Gente» di essere stata l'allieva preferita del coreografo Béjart) solo un «comico» si sia reso conto della «verità»? Purtroppo, fino ad ora, è andata così.
* Docente
di Psicologia Medica