Maroni: "Alle elezioni se non c'è maggioranza"

Il ministro dell'Interno ribadisce: &quot;Se non c'è conferma che c'è una maggioranza è meglio andare al voto al più presto&quot;. Sulla data: &quot;Marzo può essere plausibile&quot;. Le prime scadenze: &quot;Dico tre settimane perché ci sono già le prime verifiche&quot;. Berlusconi ai finiani: <strong><a href="/interni/i_patti_chiari_cav_governiamo_ma_se_fli_non_e_leale_pronti_voto/04-10-2010/articolo-id=477705-page=0-comments=1" target="_blank">&quot;Rispettate i patti o elezioni anticipate&quot;</a></strong>

Milano - "Se non ci sarà la conferma che c’è una maggioranza sono convinto che occorre andare al voto subito". Lo ha ribadito il ministro dell’Interno nel corso della Telefonata di Maurizio Belpietro. "Per le elezioni politiche non c’è un termine se non lo scioglimento delle Camere - ha spiegato Maroni - e questo può avvenire in ogni momento dell’anno, perciò ho detto che marzo può essere una data plausibile".

Il tempo Quanto all’ultimatum pronunciato ieri in un’intervista Maroni puntualizza: "Ho detto tre settimane perché ci sono scadenze importanti in cui verificare la tenuta della maggioranza, come il rinnovo delle presidenze delle commissioni parlamentari. Ho letto che alcuni colleghi di governo (Stefania Presitigiacomo oggi in un’intervista al Corsera) dice che sono troppe, io sono molto generoso, ma credo sia interesse di tutti e dei cittadini, capire se c’è un governo che può governare o se ritornare a dare loro la parola, mi sembra un ragionamento elementare, semplice, sulle regole che sono alla base della democrazia rappresentativa".

Trappole L’esponente della Lega aggiunge inoltre che "c’è molta confusione, c’è bisogno di chiarezza, una trappola può essere interpretata come un tentativo di correggere qualcosa, io voglio capire se le proposte che governo farà dopo l’intervento di Berlusconi sui cinque punti sono condivise da chi ha votato la fiducia, è una verifica della coerenza della fiducia al governo e va fatta adesso, subito, non tra sei o sette mesi".

Il "rischio" Prodi "Un Governo tecnico con dentro di tutto di più, da Bocchino fino a Bersani passando da Casini e Di Pietro, e con tutti noi, che abbiamo vinto le elezioni, all’opposizione, mi sembra una cosa fantascientifica". Il ministro sottolinea la "lealtà" della Lega nei confronti di Berlusconi, anche in questa fase. Dopodicchè "valuteremo nelle prossime settimane se ci sono condizioni. Il rischio è di fare la fine del governo Prodi". Che secondo Maroni "sarebbe una fine terrificante per i cittadini italiani e per noi". "Se le cose non si sistemano - conclude il titolare del Viminale - perché non va mai bene niente e l’unico obiettivo è tenere sulla graticola il Governo, allora è meglio votare".