Maroni: "Emergenza profughi, serve sostegno" Napolitano: "L'Europa aiuti i Paesi più esposti"

Il ministro Maroni striglia l'Ue e la invita a passare dalle dichiarazioni di solidarietà ai fatti: "Possiamo fronteggiare l'emergenza immigrazione da soli, ma non per tanto tempo: l'Europa sia solidale". Stesso appello di Napolitano da Berlino che dice: "L'Italia non si opporrà alle sanzioni"

Roma - "Siamo in grado di fronteggiare l’emergenza sì, però non per tanto tempo". Il ministro dell'Interno Maroni continua a strigliare l'Ue soprattutto "in previsione di quanto succederà nei prossimi giorni in Libia, dove chissà cosa potrà accadere". "Oggi l’Italia sta gestendo questa emergenza con le risorse e i mezzi messi a disposizione dalla protezione civile italiana e dal governo italiano - ha continuato Maroni - adesso l’Europa deve giocare un ruolo di guida , e non dire solo "è un problema vostro"". Insomma secondo Maroni l'Ue deve assurgere a ruolo guida per fronteggiare l'emergenza, proponendo anche una "strategia per l’intera area del Maghreb, su cui io però non ho ancora sentito niente" da parte di Bruxelles.

Emergenza  "Siamo di fronte ad una emergenza umanitaria e chiedo all’Europa di mettere in campo tutte le misure necessarie per affrontare una emergenza catastrofica. Non possiamo essere lasciati soli". "Noi abbiamo fatto delle richieste alla Ue - ha continuato il ministro facendo riferimento al vertice di ieri a Roma con Francia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta -. Ieri c’è stata una riunione dei ministri dell’interno dei Paesi del Mediterraneo che hanno presentato un documento con una posizione comune, ed è la prima volta che questo avviene, presentando una serie di richieste: si va dalla costituzione di un fondo straordinario per le emergenze umanitarie all’accettazione del principio del "burden sharing" ed altre iniziative che sono l’attuazione del principio di solidarietà. L’Europa si fonda sul principio di solidarieta". 

Napolitano, appello all'Europa Tutta l’Europa "deve fare fronte insieme all’emergenza che scaturisce dalla situazione in Nord Africa, emergenza energetica e di carattere migratorio". Lo chiede il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine del colloquio, a Berlino, con il presidente tedesco Christian Wulff. Napolitano non usa mezzi termini: "Si tratta di responsabilità che coinvolgono tutta l’Ue e non solo i Paesi che sono maggiormente esposti". Sulle sanzioni Ue alla Libia "non c’è nessun veto da parte dell’Italia. In sede Ue si potrà ben discutere circa le sanzioni" aggiunge il presidente della Repubblica.

Svezia, Belgio e Austria: "Italia allarmista" Diversi ministri dei Ventisette hanno criticato l'Italia per l'atteggiamento considerato troppo allarmista. Per il ministro svedese Billstrom bisognerebbe avere "un atteggiamento più equilibrato" e ha ricordato di non aver mai usato espressioni come "epocale" quando,  l'anno scorso la Svezia ha accolto 32 mila richiedenti asilo su una popolazione di 9 milioni di persone. "Facendo le proporzioni sarebbe come se invece di 5.000 tunisini a Lampedusa ne fossero arrivati 200.000" ha spiegato. Billstrom. Il segretario di Stato belga per l'Immigrazione e l'asilo, Melchior Wathelet, invece ha affermato che "non dobbiamo giocare a farci paura lanciando cifre da pazzi" (il sottosegretario ha usato il termine francese "dingue", ndr) mentre il ministro degli Interni austriaco Maria Fekter, infine, ha assicurato che "se vi sarà una grande ondata, siamo disposti a dare il nostro aiuto: ma non credo - ha puntualizzato - lo si farà con la redistribuzione degli immigrati". Per il ministro l'Italia può gestire da sola i 5.000 di Lampedusa: "Importante distinguere fra gli immigrati che cercano lavoro e quelli che chiedono asilo, che mi risulta - ha sottolineato Fekter - siano solo una cinquantina fra quelli sbarcati".