Maroni: «Sul Tfr siamo a un passo dall’accordo»

Contratto degli statali: i 960 milioni necessari per i rinnovi saranno inseriti nella prossima legge finanziaria

Francesco Casaccia

da Roma

L’accordo sul Tfr è dietro l’angolo. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, assicura che il governo rispetterà i tempi per il varo del decreto di attuazione della previdenza integrativa. Proprio per questo, dopodomani verrà conclusa la stesura del nuovo testo e venerdì prossimo ci sarà l’incontro finale con le parti sociali. Stesso discorso per il contratto degli statali con l’esecutivo che inserirà in Finanziaria i 930 milioni di euro necessari.
Maroni spiega che tutti i nodi sono stati sciolti. Anche quello dell’accesso al credito per le imprese. «Abbiamo risolto tutte le questioni», dice il ministro. Che, poi, aggiunge: «Entro martedì chiudiamo il nuovo testo, giovedì o più probabilmente venerdì faremo l’incontro finale con le parti sociali». La settimana successiva il ministro andrà in Parlamento, di fronte alle commissioni Lavoro, per riferire sulle modifiche emerse dopo il confronto con sindacati e imprenditori. Entro il 6 ottobre, data in cui scade la delega sulla riforma delle pensioni, il governo varerà il provvedimento. «In questi giorni - prosegue Maroni - ho avuto incontri bilaterali con il mondo delle imprese e del sindacato per definire questioni più di dettaglio che di sostanza». Anche con l’Abi l’accordo c’è così come sono state rimosse le perplessità dell’Ania. Il ministro, in particolare, rassicura le imprese che dovranno rinunciare al Tfr come forma di autofinanziamento. Il conferimento dei Tfr ai fondi, spiega Maroni, «non deve trasformarsi in una perdita o in un guadagno per qualcuno. È chiaro - aggiunge - che non devono esserci penalizzazioni ma non ci deve essere qualcuno che pensa addirittura di guadagnarci». Invece, ammette il ministri, «l’impressione che ho è questa qua. Qualcuno tra le associazioni delle imprese pensa che sia l’occasione per guadagnarci, non può essere così. La delega parla di assenza di oneri e l’unico vantaggio deve essere per il lavoratore». Maroni, quindi, assicura che i tempi di attuazione del provvedimento verranno rispettati. «Ormai non torniamo più indietro. Mancano poche bracciate per arrivare e arriveremo. Ci sono le condizioni per fare un accordo largamente condiviso».
Analogo ragionamento per il contratto degli statali. Il ministro del Welfare assicura che tutti gli impegni presi dal governo verranno rispettati. Di conseguenza, con la prossima Finanziaria verranno stanziati i 960 milioni di euro necessari per i contratti scaduti nel 2003. «Certamente - dice Maroni - ci saranno i soldi perché abbiamo fatto un accordo. La cosa che mi interessa particolarmente - aggiunge - è che a seguito di quell’accordo per il rinnovo del prossimo contratto si cominci finalmente a parlare di mobilità, da ufficio a ufficio e da sede a sede e di meritocrazia. Mi interessa, inoltre, che vengano rispettate tutte le parti dell’accordo. L’intesa sarà rispettata da parte del governo ma dovrà essere anche da parte dei sindacati». Mercoledì prossimo è in calendario la partenza all’Aran del negoziato per i settori dei ministeri, scuola e agenzie fiscali. In seguito, sarà la volta del parastato, degli enti locali, della sanità e della presidenza del Consiglio.