In marzo aveva ceduto il "grottone" di Traiano

I precedenti. Nel complesso della Domus Aurea venne giù la volta di una galleria. In pericolo le mura aureliane

Nel giugno del 2009 il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro aveva annunciato il via ai lavori per combattere infiltrazioni d’acqua e pericolo di crolli nella Domus Aurea con l’obiettivo di riaprire entro il 2011. Ma alla fine di marzo di quest’anno il soffitto di una galleria del grande reggia di Nerone era crollato. Nell’evento, penultimo di una lunga serie che si conclude per ora con il collasso della Casa dei gladiatori di Pompei, andarono perduti circa 70 metri quadrati della volta di una delle gallerie fatte costruire da Traiano nel 104 dopo Cristo, quando, una quarantina d’anni dopo la realizzazione della Domus Aurea, l’imperatore avviò l’interramento della casa di Nerone per far edificare le sue terme.
E in occasione del crollo del cosiddetto grottone (la volta copriva un ambiente delle terme di Traiano adibito dai primi del Novecento a deposito di materiale archeologico) sul colle Oppio le polemiche si sprecarono. Si disse anche allora che i pericoli maggiori venivano dalle piogge e dalle infiltrazioni d’acqua. E con le polemiche si sprecarono anche gli allarmi per la «salute» dell’area archeologica più grande del mondo. Particolare attenzione fu posta, dagli addetti ai lavori, ai pericoli che correvano alcune parti del Palatino, delle mura aureliane e degli acquedotti, che sarebbero state a rischio cedimento strutturale. Come pure le Terme di Traiano con la Cisterna delle Sette Sale, le esedre e il Criptoportico. Ci si augura che gli interventi messi in atto negli ultimi mesi abbiano migliorato la situazione.
Penultimo capitolo di una lunga serie, si diceva. Sempre a Roma qualche mese prima a del grottone di colle Oppio, era crollato un tratto di mura aureliane nei pressi di piazza della Croce rossa. E l’imponente opera di fortificazione voluta da Marco Aurelio i cui 19 chilometri ancora oggi circondano il centro storico della capitale è stata tante volte oggetto di collassi e cedimenti strutturali. Nel luglio del 2009 nel tratto ardeatino; nel novembre del 2007, quando cedette un tratto di mura vicino a piazzale Sisto V. E nel febbraio dello stesso anno, quando a cedere fu un tratto vicino alla sede della Caritas, nel quartiere San Lorenzo. Nell’aprile del 2001 era stata la volta di via Porta Ardeatina: un tratto di mura restaurato due anni prima, con i fondi del giubileo del 2000.