Mastella firma l'autorizzazione a procedere per Storace

Il Guardasigilli dà il via libera per villipendio a Napolitano. La replica: &quot;Il regime processa l'opposizione&quot;. La Montalcini: &quot;Era il minimo&quot;. Castelli: &quot;Tagliamo i fondi alla Nobel&quot;. Cossiga: &quot;Se fosse mio studente boccerei Mastella&quot;<br />

Roma - Mastella concede l'autorizzazione a procedere per Storace. La magistratura indagherà sul senatore di La Destra per villipendio. Aveva attaccato il presidente della Repubblica Napolitano perché aveva difeso la senatrice a vita Rita Levi Montalcini. "Il guardasigilli Clemente Mastella ha concesso in data odierna l’autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Francesco Storace per il reato di cui all’art. 278 c.p., richiesta dal Procuratore della Repubblica di Roma il 15 novembre 2007" si legge in un comunicato del ministero della Giustizia. "Il ministro - si legge nella nota - ha ritenuto di non dover frapporre ostacoli all’autonomo e doveroso esplicarsi dell’attività giudiziaria, tenuto conto della manifesta lesione del bene giuridico tutelato dalla norma attraverso l’espressione di apprezzamenti offensivi nei confronti della persona e del ruolo del Capo dello Stato che vanno ben al di là del diritto di critica. Spetta ora all'autorità giudiziaria assumere in piena autonomia le proprie definitive valutazioni nel procedimento, nel cui ambito - conclude il comunicato - l’interessato potrà apportare ogni elemento che riterrà utile alla propria difesa".

Montalcini: "E' il minimo che potesse fare" "Sono contenta, è il minimo che si poteva fare". Il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini commenta così la decisione del ministro della Giustizia Clemente Mastella di autorizzare il procedimento nei confronti del leader della Destra Francesco Storace, per offesa al capo dello Stato. Parafrasando lo stesso Storace, Montalcini ha poi aggiunto scuotendo la testa: "...una figura indegna".

Storace: "Il regime processa l'opposizione" "Non avevo dubbi che il regime autorizzasse un processo a un parlamentare dell'opposizione. Mastella tutela solo il presidente del Consiglio, cacciando De Magistris". Così il leader di La Destra, Francesco Storace, commenta la decisione del Guardasigilli di concedere l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per i commenti alle critiche del presidente della Repubblica sulla vicenda della beffa alla senatrice a vita Rita Levi Montalcini.

Cossiga: "Se fosse mio studente boccerei Mastella" A infiammare la polemica è anche l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: "Molto mi duole contraddire l'amico Clemente Mastella ministro della Giustizia e molto mi duole dirgli che se si fosse presentato a un esame di diritto costituzionale o di diritto amministrativo o processuale penale, io lo averi bocciato". "Non gli avrei detto - aggiunge Cossiga - di ripresentarsi alla prossima sessione. No, l'avrei proprio bocciato perché chi afferma che la concessione di una autorizzazione, atto per sua natura discrezionale, è un atto dovuto, è un asino. Salvo il caso che l'amico Clemente non abbia voluto dire in forma giuridicamente sbagliata che la concessione alla procura della Repubblica di Roma dell'autorizzazione a procedere contro il senatore Storace (di cui non condivido i giudizi sul capo dello Stato anche se sul capo dello Stato anche se su di me ben più pesanti giudizi sono stati dati) che è stato un atto 'politicamente dovuto', anzi un atto politicamente coatto". "Perché a me - conclude Cossiga - ormai consta e lo dico con sicurezza che la concessione dell'autorizzazione gli è stata chiesta dal presidente della Repubblica. Quando ero presidente della Repubblica e una sola volta mi fu chiesto dal Guardasigilli un'opinione sull'autorizzazione risposi: 'caro ministro, manda il procuratore della Repubblica a fare in c...'. Però io non sono bello come Napolitano".

"Il Quirinale non coinvolto nella richiesta" In merito alla vicenda,  ambienti del Quirinale precisano che in base ad una prassi stabilita fin dal 1993 il Quirinale non è stato coinvolto nella procedura che ha portato a concedere l'autorizzazione a procedere per il senatore Francesco Storace. Fino al 12 maggio 1993, precisano gli stessi ambienti del Quirinale, era prassi richiedere, da parte del ministro della Giustizia, l'avviso del segretario generale della presidenza della Repubblica. In quella data, la presidenza della Repubblica comunicò al ministro della Giustizia di ritenere assolutamente incongrua questa prassi apparendo del tutto inopportuno che fosse la stessa persona che incarnava l'istituzione offesa a doversi pronunciare. Seguì una immediata presa d'atto del ministro. Quindi, da quel momento si convenne tra il Gabinetto del Guardasigilli e il Quirinale che il ministro avrebbe sempre agito in piena autonomia restando inteso che della richiesta di autorizzazione a procedere sarebbe stata data comunicazione esclusivamente per conoscenza al Quirinale.

Buontempo: "Fanno di tutto per conservare il potere" "L'autorizzazione di un ministro a far processare un parlamentare dell'opposizione dovrebbe essere un allarme sufficiente per far capire alla Casa delle libertà che la sinistra non rinuncia a nessuno strumento, pur di continuare a conservare il potere". Attacca anche Teodoro Buontempo, presidente de La Destra: "Io credo - aggiunge Bontempo - che si debba reagire con forza, prima che, con atti che creeranno un clima di intolleranza e di violenza nei confronti del centrodestra, si tenti di delegittimare coloro che più sono determinati a mandare a casa il governo Prodi e la maggioranza di centrosinistra".

Castelli: "Tagli ai fondi della Montalcini" "Eliminare gli stanziamenti ad hoc per la fondazione Ebri (European brain research institute) della senatrice a vita Rita Levi Montalcini": la proposta, messa nero su bianco con un emendamento al decreto legge che accompagna la manovra, è della Lega. Lo annuncia il capogruppo del Carroccio al Senato Roberto Castelli, nel corso di una conferenza stampa per presentare le modifiche alla finanziaria.