Mastropasqua: "L’Inps adesso funziona come una vera azienda"

Il presidente e commissario straordinario spiega i buoni risultati raggiunti dall’istituto di previdenza: nel 2008 il fabbisogno di cassa tteso in calo di 6,5 miliardi e dal 2009 oltre 300 milioni di risparmi con la cura Brunetta<br />

Roma - L’Inps dovrebbe chiudere il 2008 con un minor fabbisogno di 6,5 miliardi di euro rispetto alle previsioni. Lo ha detto il presidente e commissario dell’istituto nazionale di previdenza, Antonio Mastrapasqua, nel corso di una conferenza stampa, precisando che nei primi dieci mesi dell’anno si è riusciti ad abbassare il fabbisogno di cassa di oltre 5,5 miliardi di euro. Ma c’è di più: l’applicazione della «cura Brunetta» frutterà all’Inps un risparmio di oltre 300 milioni di euro a partire dal prossimo primo gennaio.

Fabbisogno ridotto In base al consuntivo dei primi dieci mesi, tra gennaio e ottobre i pagamenti dell’Inps sono rimasti pressoché invariati rispetto al preventivo: a 163,468 miliardi di euro (+0,2%). Sono invece aumentate le riscossioni (a 113,373 miliardi, +5,5%), grazie soprattutto al guadagno di efficienza, al maggior recupero dei crediti e all’aumento degli accertamenti. Il risultato è che il fabbisogno dei primi dieci mesi è passato a 50,094 miliardi di euro dai 55,659 del preventivo (-10%). «Per tutto l’anno la previsione prudenziale dovrebbe essere di 6-6,5 miliardi di euro», ha aggiunto il presidente dell’Inps. Rispetto ai primi 10 mesi del 2007, tra gennaio e ottobre il fabbisogno è calato dello 0,3% (-136 milioni di euro), con le riscossioni in aumento del 10,6% e i pagamenti del 7%. In particolare, tra le riscossioni aumentano dell’11,9% quelle «alla produzione» (aziende, lavoratori autonomi, ecc.), mentre cala (-1,3%) il totale delle altre riscossioni. Per quanto riguarda i pagamenti, aumentano sia il complesso delle pensioni (+3,6%) che le altre prestazioni (+3,9%), mentre si riducono gli altri pagamenti (-0,5%).

La «cura Brunetta» La razionalizzazione organizzativa «senza tagli» porterà a regime, dall’inizio del 2009, un risparmio di oltre 300 milioni di euro. Mastrapasqua ha spiegato come l’Istituto abbia così risposto, con il consenso dei sindacati (eccezion fatta per la Cgil), alla legge Brunetta dell’agosto scorso che prevedeva l’obbligo per le amministrazioni dello Stato di ridimensionare gli assetti organizzativi secondo principi di efficienza, razionalità ed economicità.

Una vera azienda «Abbiamo perciò cercato di strutturare l’Inps come una grande azienda», spiega nel corso della conferenza stampa. E i dati parlano di una riduzione complessiva dell’organico dei dipendenti di 3.160 unità che comporterà un risparmio di risorse di 184 milioni. Una cura che ha interessato tutti i livelli di occupazione: 16 direzioni centrali in meno e 87 dirigenti di seconda fascia; 127 unità nell’area professionisti e -2.930 tra gli altri dipendenti.«Uno snellimento raggiunto senza licenziamenti o mobilità», ha aggiunto Mastrapasqua. Ulteriori risparmi arriveranno anche dalla centralizzazione degli acquisti: dai 150 centri di approvvigionamento l’Istituto è passato ad un’unica centrale di acquisto. Un’operazione che, nelle aspettative dell’Inps, porterà ad un risparmio di circa 130 milioni di euro, tra il 7 ed il 10% in meno rispetto agli 1,5 miliardi spesi per gli approvvigionamenti nel 2008. 

Più efficienza Sale «vertiginosamente» anche la produttività del lavoro come dimostra il miglioramento dei tempi di liquidazione che sopratutto per il sostegno al reddito avviene entro 30 giorni. Ma a testimoniare la ritrovata efficienza dell’Inps, per Mastrapasqua, anche e soprattutto l’andamento in forte calo della spesa per interessi legali, sia nell’area delle pensioni (-14%), sia in quella delle prestazioni a sostegno del reddito (-29%). Nuovo corso anche nella lotta all’evasione. Nonostante una riduzione degli ispettori nei primi sei mesi del 2008 l’azione di vigilanza ha fatto emergere circa 52.646 lavoratori in nero, individuando il 4% in più di aziende irregolari rispetto al 2007. Ed efficienza in più anche per quel che riguarda il recupero crediti che nel 2008 è arrivato a quasi 5 miliardi di euro. «Questi numeri sono la risposta in termini di certezze che diamo al Paese e a chi si serve dell’Inps», conclude Mastrapasqua.