Mattone e malaffare, in Calabria 92 cantieri edili su 100 sono irregolari

Una regione che punta sul mattone, ma non sulle regole. Anzi. Il 92 per cento dei cantieri ispezionati dalla Direzione regionale del lavoro della Calabria si sono rivelati essere irregolari. Lo attesta un'indagine dell'ufficio che ha reso noti i risultati dell'attività di vigilanza nel settore dell'edilizia. In tutto sono 210 i cantieri ispezionati nel primo trimestre del 2009.
«I dati - riporta un comunicato - dimostrano ancora una volta la costante disapplicazione delle norme a tutela della sicurezza ed il continuo ricorso al lavoro nero, fenomeni per i quali i gruppi ispettivi degli uffici periferici del Ministero del Lavoro, coordinati dal direttore della Direzione regionale, Biagio Principato, hanno lavorato con grande impegno riuscendo a conseguire risultati assolutamente apprezzabili sia nel campo della prevenzione che della repressione». Nell'ambito degli accertamenti sono stati sottoposti a sequestro giudiziario due cantieri a Crotone per i quali non venivano osservate le più elementari norme di sicurezza con grave pericolo per la incolumità dei lavoratori occupati. Tre, invece, i cantieri sospesi (Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia) perché il numero dei lavoratori trovati a nero superava il venti per cento del totale degli stessi lavoratori presenti sul luogo di lavoro. Su un totale di 615 lavoratori occupati, 171 sono stati trovati in posizione di irregolarità e di questi 88 in nero.
Le sanzioni irrogate ai datori di lavoro per violazioni sulla sicurezza ammontano a 243mila euro mentre il totale delle sanzioni amministrative è di 456mila euro. L'incessante attività ispettiva ha consentito altresì il recupero a favore degli istituti previdenziali (Inps e Inail) di 91mila euro di contributi intenzionalmente evasi dalle aziende.