Mazzette, appalti, favori? Macché, il Pd è diverso (così vuol far credere...)

Mentre la "questione morale" travolge il Pd, anche Violante si affretta a sottolineare la loro diversità". Eppure dal Piemonte alla Sicilia sono oltre cento i democratici che hanno a che fare con la giustizia... 

Roma - Non parliamo di questione morale, per carità. Quelli lì - quelli del Pd - mica ne vogliono sentire parlare. A partire dal leader Pier Luigi Bersani che si appiglia alle querele per far passare i giornalisti come una macchina del fango messa in moto per minare la superiorità dei democratici. Perché, dal sistema di tangenti che avrebbe orchestrato Filippo Penati, dall'amministrazione della sanità pugliese targata Alberto Tedesco e dall'affaire Enac che ha fatto scattare le manette per l'ex consigliere al minitero dei Trasporti di Bersani, Franco Pronzato (tanto per fare qualche esempio, solo gli ultimi in ordine cronologico), non si evince mica che in via del Nazareno qualche problema con la giustizia esiste. Macchè! Quelli lì - quelli del Pd - sono diversi, sempre e comunque. Diversamente ladri, magari, ma diversi.

E al mantra della diversità, a furia di ripeterlo, va a finire che ci credono un po' tutti. Si autoconvincono. Non quegli altri dell'opposizione, loro no perché vogliono fare le scarpe a Bersani. E giù con i vari Antonio Di Pietro e Nichi Vendola che vanno a chiedere conto, che fanno notare che forse una questione morale nel Pd c'è eccome, che qualche notabile democratico dovrebbe dare delle risposte sui fatti e non accusare a destra e a manca di fango. Ma nel partito no, manco a dirlo. Guai a parlare di questione morale, guai a dare il nome giusto alle cose: la parola "mazzetta" è off limit. In una intervista al Messaggero, l’ex presidente della Camera Luciano Violante arriva addirittura a dire che la differenza del Pd rispetto agli altri partiti sta nel fatto che, di fronte ad inchieste giudiziarie, "non abbiamo mai cercato di impedire alla magistratura di procedere". E il partito? Nessuna colpa. Anzi. Per Violante il problema sta tutto nella "presenza di personalità imputate di gravi reati, che è il risultato di non aver saputo selezionare in modo adeguato la propria classe dirigente". Eppure, secondo una inchiesta di Panorama, dal Piemonte alla Sicilia sono oltre cento i membri del Partito democratico finiti nelle maglie della giustizia per i reati più diversi. "Una contabilità devastante - si legge - per il partito che ha sempre affermato la propria diversità e cha fatto della questione morale il proprio cavallo di battaglia".

La giustizia farà il suo seguito, come in ogni processo. Fino al termine del terzo grado, nessuno vuole far tintinnare le manette (come altre volte è stato fatto per spaventare qualche esponente del centrodestra). "I singoli casi isolati non sono lontanamente paragonabili al sistema della corruzione politica che abbiamo conosciuto negli anni di tangentopoli - spiega il pd Giorgio Merlo - è indubbio che non esiste una 'questione morale' che esplode e che investe il Pd". Questo continuo appellarsi alla diversità e alla superiorità morale stona. Sembra un discorso da spiaggia: quello lì, sì che ha sbagliato, ma il centrosinistra ha una moralità superiore.  Non c'è stato nemmeno Di Pietro che ha invitato Bersani a non cadere "nella tentazione di buttarla in politica per non affrontare i problemi nel merito". E a Penati, che ieri ha provato ad arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di rispondere alle accuse, l'ex pm consiglia: "Non credo che sia un ladruncolo, di quelli che nascondono i soldi sotto il puff, ma non può limitarsi a dire: chiarirò a breve. Vada subito dai giudici". Anche Vendola fa sapere che "il problema c’è ed è gigantesco". Per il leader del Sel, la via d’uscita per affermare la diversità della sinistra è quella di "denunciare l’immoralismo di una classe dirigente che fa operazioni di vera macelleria sociale".

Vallo a spiegare al Partito democratico che i reati non sono mai diversi a seconda di chi sia a infrangere la legge, che aver votato a favore della carcerazione del pdl Alfonso Papa e contro quella di Tedesco, che a negare sempre e comunque l'esistenza di una questione morale non giova affatto al dibattito. Perché se è vero che, come dice anche Violante, la magistratura deve fare il proprio mestiere, lo stesso discorso dovrebbe valere anche per i giornalisti. Oppure devono comportarsi diversamente (appunto!) se le notizie riguardano l'establishment democratico?