Mediazione, affare di famiglia

I metodi alternativi di risoluzione delle controversie (Adr - Alternative dispute resolution) attraverso l’intervento di un terzo neutrale e facilitatore, trovano applicazione sia in ambiti civili, commerciali e di lavoro, sia in caso di conflitti che non hanno un contenuto prevalentemente economico. Nel primo caso parliamo di «conciliazione», nel secondo caso di «mediazione». I tipi di mediazione più diffusi e significativi sono: la mediazione familiare, sociale, scolastica e penale. Oggi prenderemo in considerazione la mediazione familiare, definita come «un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione familiare o al divorzio» (Haynes - Buzzi). A differenza della conciliazione, che tra gli intenti ha quello di ristabilire la relazione tra le parti, la mediazione familiare gestisce il futuro in seguito a una rottura che non si intende ricomporre. Essa segue e accompagna la trasformazione delle relazioni tra genitori e figli e tra la madre e il padre, fra loro e rispetto ai figli. Il percorso intrapreso con il mediatore familiare aiuta i figli all’adattamento alla separazione e al divorzio e fa emergere i bisogni di tutti i soggetti coinvolti nella riorganizzazione familiare. Questo perché un uomo e una donna che si separano smettono il legame di coppia, ma, se dall’unione sono nati dei figli, non smettono mai il ruolo genitoriale. Ed è questo un legame che mantiene comunque uniti gli ex coniugi o conviventi, in quanto devono prendere decisioni riguardanti la vita dei figli e i loro rapporti con essi. Si tratta di una rete di rapporti non facile da gestire, specie in presenza di situazioni conflittuali, ed ecco lo scopo dell’istituto della mediazione familiare. Compito del mediatore familiare è appunto quello di affrontare tutti i temi che solitamente generano conflitti tra i coniugi: non solo i figli (gestione, mantenimento, relazione), ma anche la suddivisione dei beni di proprietà, nuove abitazioni e gestione delle «famiglie allargate». Insomma, come per la conciliazione, anche per la mediazione l’obiettivo è quello di sciogliere i motivi di conflitto per raggiungere soluzioni condivise.